venerdì 29 giugno 2007

Lookin' elsewhere

Ci sono troppi casi di H&H in giro, questo è fuori discussione. E' bello però rivedere in certi loro tratti, alcune simmetrie col mio passato. E' bello sapere che da lì si PUO' uscire, ma è più bello riuscire a capire subito se chi abbiamo di fronte è un sanguisuga masochista che non aspetta altro che il merlo che si fa acchiappare.
Beh, ragazzi... per quanto io possa essere devoto alla mia causa e fedele alla mia natura (non saprete mai quali sono, ma ci potete arrivare), non provateci.

Un buffetto e vi sfanculo subito, senza appello e col sorriso sulle labbra... non perchè io sia falso, anzi. Semplicemente perchè me ne frego (come già ampiamente detto in precedenza).

Dopodichè, se fate tesoro della lezione (che qualcun'altro avrebbe dovuto darvi), meglio per voi (no, non voglio i ringraziamenti :P)... se non la volete nemmeno ascoltare perchè troppo presi a piangervi addosso, restano sempre cazzi vostri. Occhio però, che da buffetto, mano a mano che passano gli anni, diventano badilate nei denti... e a dire da quello che sento e vedo fanno MOOOOLTO più male.

Buona fortuna e sappiate (per i volenterosi) che la fine del tunnel non è mai lontanissima.

One more step forward

I'm not invulnerable.
Yet my spirit is invincible.

Every time I was being hit hard, every time I was suffering, a small part of me was always busy trying to fix me up. Luckily I stopped sitting down in my pain years ago, and in the same time I realized how things go inside.

"Blow away the massive negative emotion inside you, it just hurts.
Once you get rid of the disease you have a new scar... like a picture of your sufference, now passed away."

I shall never forget my past.
I shall never fear my future.



Hail to you, my Champion.

giovedì 28 giugno 2007

Purging the pain

Hot, burning tears lining your cheeks... three years have passed since the last time. You learned how to manage emotions, but sometimes the game it's too heavy. Once more, the pain hurts, down in the guts. It hits you like a ram.
...
Sometimes the events are out of our control... sometimes we have nothing to do but to let life taunt us... and often, fair play it's totally unknown.

Deep, black blues over me...





Have a good ride in the Elysian Fields.
See you, my Champion.

martedì 26 giugno 2007

Serendippo

Serendipity è un film di qualche anno fa... bastonato dalla critica e con incassi modesti, non passerà sicuramente alla storia. Tuttavia il tema che tratta mi ha sempre affascinato. Ora lasciatemi divagare.
In molti dicono "l'amore arriva quando non te lo aspetti", un pò come dire che finchè lo cerchi, non lo troverai mai. Non sono assolutamente d'accordo (e ti pareva?)... il punto non è cercare o non cercare, ma è cercare nel modo giusto. Cito da wikipedia:
"Serendipità è dunque - filosoficamente - lo scoprire una cosa non cercata e imprevista mentre se ne sta cercando un'altra. Ma il termine non indica solo fortuna: per cogliere l'indizio che porterà alla scoperta occorre essere aperti alla ricerca e attenti a riconoscere il valore di esperienze che non corrispondono alle originarie aspettative".
Detto tutto, no? Per questo dico che sbagliare è fondamentale (anche se a volte fa male).
E quando con uno scambio di sguardi ci sembra che l'altra persona ci stia parlando, è altamente probabile che sia noi che lei si stia comunicando su un altro livello... e siamo di fronte ad un caso di serendipità.
No, non sarò io a spiegarvi come si fa (:P), ci sono tanti bei libri in merito (e leggere non è mai tempo perso). Di certo posso dire che cogliere uno di questi momenti è sempre una bellissima sorpresa... e se avrete mai il modo di vedermi dal vivo, vedrò se regalarvi un esempio... :PPP

Comunque vale sempre la pena rischiare, il premio spesso non lo possiamo nemmeno immaginare...

lunedì 25 giugno 2007

Avviso ai naviganti

Non rompete la uallera se non aggiorno il blog, fino a settembre c'è solo il rischio che lo aggiorni sempre meno. Accontentatevi (il più possibile) e godrete (semicit).

p.s.
No, non vado in ferie.
Io vivo in ferie.

p.p.s.
Non è il mio caso, ma...
W DILBERT.
W SCOTT ADAMS.
:P

In the name of...

Quante ore passate alle prese con il primo, il migliore imo (sicuramente quello che mi ha regalato più extrasistole)... quante ore passate col secondo, decisamente più rilassante... e quante ancora col terzo, col retrogusto del primo che ritornava forte, in certe situazioni (Acme station, per dirne una). Non menziono poi le sfide mai vinte a livello "Total Carnage"... ferite ancora aperte. Kudos ai ragazzi di Bungie dell'era pre-Ms (Halo non mi è piaciuto, mi dispiace), non fosse altro per l'eccezionale trama che stava dietro al trittico. Ancor'oggi mi crogiolo in certe citazioni delle tre AI, tratte da certi terminali; ancor'oggi posso perdere ore nel leggere nuove interpretazioni di dettagli nella scrittura... nessun RPG che io abbia provato mi è mai restato così impresso; nessun RPG mi ha mai impressionato così.
Eccezionale.
Marathon.

"There are obviously many things which we do not understand, and may never be able to."
[Leela, Ship Operations AI, UESC Marathon]

venerdì 22 giugno 2007

Novità, ringraziamenti, presentazioni...

In chiusura di settimana azzero l'arretrato.
Cominciamo col mio ultimo acquisto:



Nokia 6111 arrivato giovedì... non lo volevo rosa (:P) ma alla fine mi sono ricreduto, complice anche il fatto che è un rosa molto tenue.

Procediamo con la presentazione del mio leoncino (quello di "Smoke and Mirrors"):



E...



Film valido, sette euro ben spesi. Compagnia discreta... :PPP
Dimostrami che vale la pena replicare...

giovedì 21 giugno 2007

lazy hazy days

Pigro. Più o meno come cantava Pino Daniele... come, a mio avviso, buttare una canzone con un ritornello troppo mieloso...
Ma non è questo il punto.
Avrei da scrivere alcuni fiumi qua sul blog, ma vuoi per il caldo, vuoi per la pigrizia indotta, vuoi per il poco tempo che ho disponibile in questi giorni... pensare che devo ancora fare dei ringraziamenti per lunedì scorso, con tanto di fotina a supporto.
Arriveranno pure loro.

Intanto oggi è arrivata l'estate... non ne sentivo TROPPO la mancanza, a dire il vero...
Troppa foschia sul lago, pure oggi.

martedì 19 giugno 2007

domenica 17 giugno 2007

Cerco...

...sempre di capire le cose. Mi piace molto.
(le persone anche di più)

giovedì 14 giugno 2007

Cose per cui...

I panozzi trucidi dei maghi, la birra (meglio se Guinness), Angus e il suo vibrato in Squealer, Marathon e le extrasistole che procura, SRV (miss you!), Bonnie (miss you!), andare in moto e sentirmi uno con lei, le pupille dilatate del mio leoncino quando si fa scuro, l'ingegno umano al servizio della vita, la perfezione della natura, un sorriso inaspettato e sincero.

...vale la pena vivere. Si ma come?

Cappello:
Siamo tutti un pò empiristi. Tutti sappiamo che se siamo stati scottati una volta da una fiamma, anche la seconda volta resteremo scottati. Grosso modo è un postulato, che accetta comunque lievi distorsioni.
Fine cappello.

Non ho sicuramente migliaia di casi, non ho una casistica veramente degna, ma voglio comunque sperticarmi.
Ho visto decine di persone piangersi addosso. Ho visto decine di persone che a volte ho definito (tra me e me) con le due H. Hopeless&Helpless. Ho gettato al vento il mio tempo (e all'epoca ero meno smaliziato di quanto non lo sia ora), restandoci anche male in alcuni casi, nel cercare di tirarle fuori dalla buca in cui si nascondevano. L'errore più grosso che commettevo era l'interpretare male la loro vacillante volontà. Mai nessuno che sta male ammetterà di non volerne uscire, eppure ci sono un sacco di persone che (patologicamente) ci sguazzano. E non dico che non lo ammettano per palese malafede, per carità. Non lo ammettono e basta.
Bene, di casi così ne ho visti a pacchi. Il problema è che persone così, che magari non stanno veramente male, ma che ne sono solamente convinte, sono delle mignatte dell' autostima. E giuro, mi urtano. Anche se ora le allontano appena riesco a pesarle per quello che sono

Ho conosciuto persone con veri problemi, di cui difficilmente parlavano, a cui molto difficilmente facevano riferimento.
L'unico segno che di loro mi ricordo erano gli occhi. Gli occhi hanno mai mentito a nessuno.

Credo che vedere persone così uscire dal loro bozzolo e riuscire a volare via sulle loro ali colorate sia la cosa più bella, forse più dell'innamorarsi.

Guadagnarsi anche un briciolo della stima di persone così è un vero onore.
La loro gratitudine è una pepita d'oro, tra le taglienti pietruzze dei millantatori.

Once more... uh?


Do you dig it?

mercoledì 13 giugno 2007

AAA Cercasi sfida

Si dice che una cosa abbia per noi un valore tanto alto quanto è il prezzo che siamo disposti a pagare (non per forza in termini monetari). Quando otteniamo ciò che da tanto desideriamo, dapprima al settimo cielo, ben presto diventiamo usi ad averla vicino a noi... l'entusiasmo si spegne, e in poco tempo aneliamo già a qualcos'altro. Si sa, l'uomo non smette mai di desiderare... è una di quelle cose che stimola l'ambizione, come la curiosità stimola ancor prima la vitalità.
Ebbene... finchè si parla di oggetti, nessun problema. Ma se si parla di persone?

E' uguale.

Dopo l'entusiasmo iniziale (più o meno intenso) che contraddistingue ogni nuova "conoscenza", dal momento che tutto è chiaro, che tutto è stato "dato" e che non c'è più stimolo per la curiosità, tutto si spegne. Più o meno tardi, la routine prende il sopravvento sulle menti (almeno su una)... e la routine è la tomba dell'attrazione (o la firma dell'atto di matrimonio :-P).

La questione comunque meriterebbe una trattazione degna e separata...
E poi mi piacciono gli scambi d'idee (sennò non cercherei una sfida ;-P), quindi scordatevi che svuoti il sacco qua...

Pensi di avere ciò che serve?

Sweet !!!


:-D

Solo ora...

... ho letto. La netta impressione che quelle parole appartengano a me, la netta impressione di avere davanti ciò che mi era stato portato via.
Solo il tempo, come sempre, mi dirà se il mio istinto ha visto bene.

E io, come sempre, non ho fretta.

martedì 12 giugno 2007

Enjoy


Words like violence
Break the silence
Come crashing in
Into my little world
Painful to me
Pierce right through me
Cant you understand
Oh my little girl



All I ever wanted
All I ever needed
Is here in my arms
Words are very unnecessary
They can only do harm

Vows are spoken
To be broken
Feelings are intense
Words are trivial
Pleasures remain
So does the pain
Words are meaningless
And forgettable

All I ever wanted
All I ever needed
Is here in my arms
Words are very unnecessary
They can only do harm

Enjoy the silence

http://www.youtube.com/watch?v=Hd7y6A-5uTY

Dieci grammi, il peso... dell'emozione?

Il solito tratto di strada, banale lingua di asfalto aggrappata ad una costa che non si è mai dimostrata clemente con il genere umano. Tre chilometri di curve immerse nel verde selvatico e nel rosso dell'argilla traditrice che si intravede qua e là, dove la pendenza non perdona nemmeno il più elastico dei rovi. Neil Young a farmi da coramina e me al volante, con passo tranquillo. Fuori da una curva vedo qualcosa sull'asfalto ancora bagnato dall'ennessimo piovasco degno di marzo... sembra una foglia, ma si muove. Si, si muove ma pianissimo. Fermi tutti. Ormai il muso dell'auto copre l'orizzonte più vicino, impedendomi di vedere dal posto di guida. Scendo al volo. Un minuscolo topo di campagna, non avrà nemmeno un mese di vita, sta lì paralizzato dalla paura, illuminato dai due fanali.
E' poco più grande di una noce.
Davide e Golia.
Dall'alto dei miei 80kg sono disorientato. Provo a battere la punta del piede ad una spanna da lui, ma niente. Respira, ma non si muove. Mi chino a guardarlo, e non posso fare niente per fermare il mio viso dal tirar fuori un sorrisone. Dieci impauriti grammi che disarmano ottanta fieri chilogrammi. Un tocco sulla schiena e la paura è vinta.
Spero abbia modo di raccontarlo anche lui... ;-)

Under my wing

If you dare, you will be awarded.

I'll protect you.

Un truismo? Due?


;-)

p.s.
Jenny Holzer ha il suo perchè...
p.p.s.
Notte

lunedì 11 giugno 2007

La paura di non saper dire no

A tutti capita di essere ansiosi, e la forma di ansia più frequente riguarda il futuro. A volte di un futuro che riguarda solo noi, e che dipende solo dall nostra volontà. Alcuni restano paralizzati dall'ansia, diventando masochisti e piangendosi addosso, chiedendo agli altri di fare ciò che dovrebbero fare loro. Altri agiscono in modo impulsivo, attaccando la causa dell'ansia senza pensare, o fuggendo dalla causa dell'ansia, rifiutando quindi la propria responsabilità. In pochi hanno la risolutezza di usare il coraggio, di fare ciò che va fatto, di affrontare l'ansia impugnando la volontà.

Correre ai ripari, mettendo le mani avanti, è un esempio di masochismo. Temere ciò che può succedere, pensando di non avere scampo, pensando di essere messi all'angolo e di perdere il controllo della situazione, causando un loop che non fa altro che aumentare il peso dell'ansia sulle nostre spalle, non è la risposta.
La causa? Scarsa fiducia in sè stessi, prima di tutto.
Si, perchè qua non si parla di rischiare la vita. In tal caso la reazione impulsiva di fuggire sarebbe più che comprensibile.
Eppure siamo programmati dall'alba dei tempi ad avere a che fare con rischi che coinvolgono la nostra vita, e la nostra "circuiteria" spesso non riesce a differenziare il rischio in modo corretto. Da sola fatica a declinarlo in più livelli. Se non siamo noi a prendere le redini della questione, dando il giusto peso a ciò che ci può succedere, il rischio di bruciare occasioni, di non cogliere i momenti, di non vivere la vita come essa merita, è alto. Quasi una certezza.
La risposta? Essere confidenti nelle proprie capacità ed essere consci che non si possono controllare gli altri.
Sapere che un no, detto senza giri di parole, (rispettando quindi il proprio interlocutore) viene sempre recepito. Certo, si parla di persone dotate di un minimo di maturità... se frequentate psicopatici o bambocci cresciuti, gli strumenti sono altri (primo tra tutti cercarvi un uomo vero). Se quindi il no non viene recepito, state alla larga da quella persona.

La paura di non saper dire no, quindi, spesso ci porta ad apparire per quello che non vorremmo essere (ma che evidentemente siamo): insicuri. Mettere le mani avanti non è la risposta. Attenzione: il fulcro sta nel pensare. Prima di parlare e prima di agire. Prima di tutto, insomma.

p.s.
Il vantaggio di saper leggere tra le parole altrui è proprio questo: sento l'odore dell'insicurezza e dell'ansia. E l'ho sentito. Problemi? No; solo non voglio dover lavorare il doppio per risolvere un problema di un'altra persona, non avendo nemmeno la garanzia di avere il suo supporto.

domenica 10 giugno 2007

Smoke and mirrors


E' tardi. Si stiracchia pigramente, toccando con le dita addormentate la testiera del letto. Resta fermo, guardando il controsoffitto bianco; l'occhio sinistro fa ancora male, ma non importa. Con bradipica lentezza recupera il suo nano, appoggia gli auricolari ai padiglioni e rompe il silenzio. "Listen now and let me speak..." i bpm sono pochi, e al mattino sembrano pure meno. Si alza, mentre Chris ruggisce sornione nelle sue orecchie. In cucina non c'è nessuno, ma la caffettiera è carica. Decide di fermarsi a farle compagnia, attendendo con lei la salita nell'infallibile pozione mattutina.
In domeniche come questa il passo è lento, proprio come nel primo brano dopo il risveglio... e il tempo per pensare abbonda. Un mezzo sorriso, compiaciuto, è comparso mentre la caffettiera finiva il suo compito. La mente si è voltata, come a guardare indietro di qualche ora... Le parole poche, bollenti. Gli sguardi interminabili e intensi, come raffiche di vento. L'emozione riesce ancora a sopraffarre dopo ore.

Il caffè, intanto, ha smesso di fumare, torturato dal cucchiaino.

Un messaggio ricevuto, dice il fidato Nokia. Lo lascia lì a crogiolare. Stamattina, più che mai, nulla è davvero importante all'infuori di lui. Il gatto, ruffiano come il peggiore dei demoni, non manca di portare il suo buongiorno. A differenza del solito lo fa senza miagolare; loro due da diverso tempo a questa parte si capiscono al volo, a volte senza nemmeno guardarsi.

Poi è routine.

Tutto ritorna girare come sempre. Il lavoro, gli extra domenicali, un paio di telefonate di cui avrebbe fatto volentieri a meno. Ma scivola tutto addosso, in fondo. Imperturbabile, osserva il passare dei minuti. E poco prima di mezzogiorno decide di risvegliare il vizio. La musica non manca mai. Fa sempre compagnia alla prima della giornata, la peggiore. Quella che gli fa pensare che fumare fa schifo; la stessa che gliene farà fumare ancora.
Dietro le griglie accostate, si lascia accarezzare dal sole ormai già alto. Sbuffa, soffiando via il fuoco dai polmoni attraverso le labbra socchiuse. Poi si gira a destra, restando immobile. I capelli, corti e spettinati sulla fronte. I biondi riflessi della barba, che stamattina ha lasciato andare. Gli occhi socchiusi. E ancora Chris, casualità, che sussurra nelle orecchie le stesse parole...

Un impalpabile filo di fumo. Uno sbiadito riflesso.
Ancora quell'abbraccio gli toglie il fiato.

Indimenticabile saluto di una lenta domenica mattina.

sabato 9 giugno 2007

Slowburn


Improvvisamente il tempo si dilata. Il battito cardiaco rallenta. Il respiro diventa profondo. Calore diffuso, progressivo e inarrestabile, dall'ombelico via via alla periferia corporea. Gli occhi. Chiusi. Nessuna tensione muscolare.

"...e godo di questo fuoco che mi brucia dentro, inestinguibile. Non mi consuma. Ad ogni mio respiro si espande intorno a me. Ti tenta, ti trascina, privandoti della volontà, verso di me. E ormai non puoi più fare niente, avviluppata nelle lente fiamme, attorta su di me, uniformata nella volontà dal tuo istinto. Siamo uno".

Let me explain...

Normalmente preferisco lasciare che siano le persone che ho di fronte a capire come sono fatto. L'autoreferenzialità è sempre problematica e tende a non dare mai nemmeno una frazione del risultato desiderato. In questo caso faccio un'eccezione, visto e considerato che non ricerco alcun effetto particolare; qui il tono voluto è un qualcosa di simile a "chi ha orecchie da intendere...".

Pt.I:
Cerco di rispettare sempre chi ho di fronte. E' una delle mie poche regole. Per quanto possa non provare simpatia per una persona, per quanto possa anche disprezzarla, cerco sempre di essere rispettoso. Date le variabili in gioco (e quando si gioca con l'altro sesso le variabili sono nettamente più ingenti) capita ogni tanto di uscire dal seminato.
Difficilmente mi scuso per ciò che faccio o dico; per due motivi:
1) mi prendo sempre la piena responsabilità per le mie parole e le mie azioni
2) detesto l'ipocrisia; scusarmi per le mie parole equivale a rinnegarle e privarmi della coerenza, per me fondamentale

Pt.II:
Se saltano il mutuo rispetto e la mutua correttezza, state sereni... il tempo che vi dedicherò in futuro diverrà immediatamente pari a zero.
Quando io *perculo* (e si, lo faccio spesso), non lo faccio mai con cattiveria. In me convivono una disponibilità e un cuore immensi (e chi mi conosce bene lo sa) e una sana dose di arroganza (lo stronzo del sottotitolo al blog non è lì per caso). Solo che a differenza di un tempo, ora me ne frego. Se non vi sta bene come sono, non impuntatevi. Potete farmi quanti appunti volete, vi ascolterò. Ma, come me nei vostri confronti, non pretendete di cambiarmi. Sarebbe vana tracotanza.

Pt.III:
Se chi ho di fronte è eccessivamente variabile di umore e persiste (il "momento no" capita a tutti) nel non ricambiare la mia sopportazione con una uguale dose nei miei confronti, è il caso che mi stia alla larga (specialmente se pretende da me una certa condotta, asimmetrica alla sua). Resta ovviamente la libertà di contattarmi nuovamente (io non ignoro/blocco/quelchevolete nessuno), ma a mia volta mi riservo la libertà di dire no.

Pt.IV:
No, nel mio caso certe cose non succedono. Non mi incazzo. Non sbraito. Non do di matto. E soprattutto non parlo alle spalle; quello che posso dire di voi agli altri (e non è cosa frequente) è quello che ho già detto a voi. Se pensate che vi salti al collo al minimo litigio, che vi ricopra di insulti al primo screzio o che alla fine vi diffami con altre persone, a prescindere che siano conoscenze comuni o meno, resterete sorpresi. O forse, per qualcuno, dovrei dire delusi.

Pt.V:
Siete Principesse per me... ma siete nella mia realtà. Qua non si srotolano tappeti rossi per l'ultima arrivata; la mia stima va guadagnata.


p.s.
Ovviamente tutto è valido anche per i maschietti

venerdì 8 giugno 2007

Il sublime gusto dell'equilibrio


Parti con calma, per vedere le tue reazioni e magari quelle degli altri. Poi ti lasci andare e subito eccedi. Eccedi sempre di più. Poi di colpo smetti, magari per imposizione tassativa di qualcuno. Raramente riprovi, vincolato dal divieto o dalla tua volontà. E quanto il divieto svanisce è ormai troppo tardi. Hai imparato a controllarti. Hai conosciuto il sublime gusto dell'equilibrio. E quando realizzi di cosa si tratta, come funziona, quant'è gradevole, ci sei già dentro fino al collo.
Solo a questo punto realizzi quanto consumasse l'eccesso. Quanto fosse distruttivo a tutto tondo. Quanto fosse stupido perseverare senza una minima misura.

Se c'è un elemento della dottrina Lucreziana che mi ha sempre affascinato è proprio la ricerca dell'equilibrio (al contrario del "laze biosas").

p.s.
Totale legitimazzione al "semel in anno licet insenire"; i colpi di testa li ho ancora (e ci mancherebbe), però solo così facendo si gode veramente dell'equilibrio e delle connesse deviazioni ;-)

giovedì 7 giugno 2007

High


Momenti di prolifica ispirazione... non ho mai scritto così tanto nemmeno nei temi di fantasia alle elementari.
Sarà colpa dell'ultimo post, sarà colpa della mia uscita (ti ho disarmata ehh? :P) di martedì sera, sarà colpa di "Send Away The Tigers", sarà colpa di qualcuno (naaa)... ma sto benissimo.
Raramente ho raggiunto un grado di appagamento pari a quello di questi giorni con un così basso investimento. Forse sto raccogliendo i frutti di un periodo più lungo (come dico nel post precedente)... non so...

Spero che la serotonina non sia tossica... ;-)

mercoledì 6 giugno 2007

"I like what I'm doing..." (semicit)

Tredici mesi scarsi per fare un salto di qualità senza precedenti. Tredici mesi scarsi in cui lavorando di sola testa ha cambiato quasi tutto. Tredici mesi di incredibile "labor limae". Ancor'oggi fatica a crederci. Certo, ha ancora della strada da fare (e chi non ne ha?), ma ormai sa cosa fare e la via verso l'equilibrio è quella giusta.

I risultati mi danno ragione, gli altri (ignari del come ma stupiti) mi danno ragione. Ed io mi do ragione.

Ogni volta che ho modo di superare il primo strato di una persona, ogni volta che ho modo di sollevare un poco la maschera che tutti portiamo, comincio a macinare di testa... e alla fine resto sempre stupito. Stupito di come io reagisca ora, prima di tutto. Stupito di come ormai sia completamente disinteressato dal risultato. Dico ciò che penso, senza cercare mezzi termini per cercare di non fare scontento nessuno, senza cercare mezzi termini per fare tutti contenti.
Mi piace ciò che faccio. Mi piace ciò che faccio ora. Mi piace come lo faccio ora.
E non ci ho fatto ancora l'abitudine, a dirla tutta... perchè alla fine "basta poco" per godersela davvero.

La vita è bellissima. Si, a volte sono più "nots" che "hots", ma è il gioco...
Non vale la pena di vivere nel passato, nè di stare con la testa immersa nell'ansia per il futuro.
Bisogna godersi ogni secondo del presente, senza esitazione... e osare sempre.

There's always a prize at the end of the rope...

p.s.
Manic Street Preachers - Autumnsong (Send away the tigers)
http://www.youtube.com/watch?v=qZXndClGJDE
Non siamo in autunno, ma... me ne frego... :P

domenica 3 giugno 2007

Ecco cosa avevo da dire...

Ci sono volte in cui alzi la testa e smetti di lasciarti coccolare dai flutti. No, non ti danno fastidio, non ti sei stancato di loro. Però hai voglia di tornare a sentire da vicino quel legame.

Ci sono sere in cui mandi tutti a cagare, e torni a lavorare a quel legame. Sentirsi più che fratelli, sapere che nell'altro hai una sponda indistruttibile, intendersi con poche parole e condividere gli stessi valori. Quei valori che la gentaglia non conosce più. E anche se non ne hai mai parlato in maniera approfondita, al minimo accenno incontri subito la sintonia.

E così, dopo qualche ora dedicata a rinforzare il tuo legame, lasci il tuo amico, sapendo che lo ritroverai sempre come prima, a prescindere dall'acqua che può passare sotto i ponti.

E così, dopo qualche ora dedicata a quel legame, torni ai tuoi flutti. Ed è bello sapere che i tuoi flutti capiscono, e aspettano di coccolarti ancora.

p.s.
No, non ci credo... non hai riconosciuto il titolo...