venerdì 17 ottobre 2008

lunedì 22 settembre 2008

Electro Frogeaters

What else can I say?
Gotta listen to the whole album...

mercoledì 17 settembre 2008

Late Evening Smoky Thinkings

Earlier in the evening, while walking around and thinking about this and that, I stumbled on a very special topic... but I'll tell you about this in a proper form...

Some time ago, while talking with a very special friend of mine, I got a chance to get a satisfying answer to a very frequent (in my mind) question...
Me:"...and in your opinion, why do some people look like they actually like suffering?
G:"Try think about it: sufference is an emotion, right? Then what makes us human beings? Besides mind and understanding...
Me:"Feel emotions..."
G:"Right"
Me:"But other animals do feel emotions too!"
G:"Yep, but animals, with exception of human beings, do not know what masochism is at all"
Me:"So you do think that we as humans, in some occasions, feel pleasure from suffering?"
G:"Don't be brutal... the point is: there is no feeling such powerful as suffering. And I'm not talking about physical suffering, this is other matter. Anyway a lot of people, under their skin, are pleased by suffering because suffering makes them feel alive like no other feeling.
Me:"C'mon... love can make you climb mountains on your fingertips, totally blinding your mind... it's no match"
G:"[smirking] Don't underestimate the power of sufference. It can paralize you, or worse, lead you to do stupid things while you wallow in your grief. And yes, love is one of the most blinding potions, but sooner or later it goes idling under the hard floor of realtionships (he's not a platonic-love fanboy no more), and after all you need someone to nurture love inside yourself. On the other hand, suffering is fundamentally a self made feeling. It's you the one who makes yourself suffer, who lets the door open to others so they can get inside your mind with words or actions and make you get the blues... can you dig it?
Me:"Compelling explanation..."

What follows has little to do with this topic... but it's (imo) the best acoustic version available here&now of "Maybe Tomorrow".

Goodnite.

lunedì 15 settembre 2008

Synthetic Kitsch

Avviso:

Se non avete mai mangiato al Burghy di piazza Duomo chiudete questa pagina.

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Ok, caro gallo/cara squinzia:

Qualche tempo fa, a causa di Wender (se ascoltate lo zoo di 105 sapete di chi parlo), caddi in scimmia totale per questa: era in heavy rotation sullo shuffle, era in heavy rotation sull'iBook, era in heavy rotation su qualunque mi dispositivo capace di riprodurre musica. Colpa di quella stracazzo di melodia che mi girava in testa senza sosta...
Stavolta, come scimmia in moncler, mi ritrovo questa (consigio la visione in alta qualità).
Al di là delle considerazioni sul genio dell'autore (che volenti o nolenti vanno riconosciute, prendete "Der Kommisar" per esempio...), il mix esplosivo di plasticosità anni '80 e testo in tedesco rende "Rock me Amadeus" un instant classic del genere... imo più di "Der kommisar".

Sottolineo che detesto gli 80s.
:P

mercoledì 3 settembre 2008

"F*ckin' Hilarious" (cit.)

No embed code available this time, so use this link.

In my imagination Weezer are an anomaly. In each of their albums, I always found only one or two tracks to be really enjoyable. And the "Red Album" is one of those.
Anyway, even if "Pork and Beans" is basically an easy-listening song, the text itself isn't that bad.

domenica 31 agosto 2008

Multiplyin'...

2x Jamie.
Great live performance with Jools Holland.
Great voice, uh?
And... why not... I agree with some comments on youtube: he's effectively a good lookin' guy.
;PPP

Soooo funky...

This is one of this cases when the mix sounds slightly better than the original.

Jamie Lidell - Little Bit of Feel Good (La Garage Mix)

giovedì 28 agosto 2008

Another jump in the '90s

Stasera sono in forma...

E chi ha almeno 18 anni e non la conosce vada ad inginocchiarsi sulle puntine da disegno.

Italians do it better, part thirteen/b

Segue dal blog di... wawawawa (nick che mi richiama "Ma che cosa?" del James Taylor Quartet... e tutti sotto l'hammond a pogare).

Ma torniamo ai nostri italici.

Cappello:
- Cos'è il DUB?
- Il dub è un genere sviluppatosi nella Giamaica dei favolosi '70, frutto dell'evoluzione dello ska e del reggae.

Quoto da wiki:
Il dub è caratterizzato generalmente da una forte presenza di basso, batteria e/o percussioni, che vengono fatti risaltare molto nei remix e vengono spesso "allungati" in loop ed echi che proseguono sempre uguali. Il suono degli strumenti melodici come i fiati e/o la pianola è allungato ed effettato in qualsiasi modo. Il delay e gli effetti di dissolvenza, come anche gli effetti di hall (il suono viene percepito come provenisse da una stanza chiusa), sono solo alcuni degli espedienti più usati nel dub. Il nastro così modificato è ora pronto per il sound system. L'effetto finale è un brano musicale totalmente rivisitato sottolineando gli accenti ritmici di basso e batteria, mentre il suono degli strumenti melodici effettati immerge la parte ritmica in una atmosfera molto simile a quella della musica ambient. Molto forte è pure l'accento della chitarra nel levare, spesso sottolineato dall'eco.

In Italia (cit) c'è un gruppo partenopeo che presidia il genere (oltre al trip-hop e al più regolare reggae) da svariati anni: Almamegretta.







Rispettivamente "Gramigna", "Black Athena", "47" (live). Da "Lingo" non riporto "Respiro" per non dilungarmi (LOL).
Un album spettacolare. E' così ben fatto e ben prodotto che a non sapere che è del '98 sembra uscito un paio di anni fa.

Pur essendo stati funestati da scomparse e abbandoni, quest'anno hanno pubblicato Vulgus. E' Dub per davvero, ma io personalmente sento più che mai la mancanza di Gennaro (Raiz).

Comunque sia degli undici album (tra raccolte, live e studio) non ce n'è UNO che non salvi.

Magnifici.

Amel Larrieux

Alle lunghe, come promesso, butto giù due righe su questa "soulster" di cui avrei dovuto parlare teeeempo fa. Comunque sia...
Classe '73, autrice e tastierista, arriva al grande (oddio...) pubblico solo negli anni '90 con Bryce Wilson nel duo "Groove Theory". Il risultato è solo l'album omonimo pubblicato nel '95. Nel '96 si segnala la sua comparsa come voce con gli Sweetback (di cui avevo già parlato), e tre anni dopo abbandona Wilson e inizia la carriera solista.
Da qui in poi snocciola quattro album in otto anni. La critica la nota ma il mercato non la coccola come si meriterebbe. In un contesto che somiglia più ad uno zoo (buttate un occhio sull'iTunes music store e vedete QUANTI artisti o sedicenti tali *suonano* e *cantano* questo genere), Amel si guadagna una nicchia o poco più.

Ascoltando Groove Theory bisogna per forza mettersi con la testa negli anni 90. Sulle prime da' quasi fastidio. Ricorda telefilm statunitensi, beverly hills 90210 e il principe di bel air. Una volta eseguita la doverosa vestizione, fatto un salto indietro di una quindicina di anni, le basi cambiano sapore. A tirar fuori il risultato ci pensa la voce di Amel.
E' forse un peccato non riuscire a sentire il secondo album del duo (che resta inedito e lo è tutt'ora) che sarebbe arrivato nel 2000; fortunatamente lo stesso anno esce il suo primo da solista: Infinite Possibilities. Ed è tutta un'altra cosa.
La produzione (parzialmente sua) fa una bella differenza e anche i singoli brani si muovono di continuo tra soul, R&B e ombre di un ipotetico jazz.
Dei quattro fin'ora rilasciati è forse quello che mi piace di più.
Gli altri seguono il percorso, ma secondo me perdono l'equilibrio e l'eleganza del primo.

In definitiva un'artista con innegabili doti vocali e buone doti di scrittura, relegata ad un angolino nella vastissima vasca del rythm and blues... più (imo) per colpa delle politiche discografiche che per altro.
Un pò come Maxwell.

Spero che entrambi riescano presto nel colpaccio... si meritano un posto più alto di quello che occupano ora.

mercoledì 27 agosto 2008

Goodnite

Once again, I casually discovered another nugget while rummagin' in some kind of junk-music drawer.
I'll let wiki introduce you Melody Gardot.

Besides... on her myspace you can dowload for free a remixed version of "Goodnite", slightly better (imo) than the one I linked above.



Enjoy.

venerdì 22 agosto 2008

Vecchiume Pt.1: The Smiths



Una band nata in anni musicalmente difficili, fuori dalla loro epoca, capaci di lasciare un segno indelebile in molti artisti dei giorni nostri eppure totalmente sconosciuti ai più.

Da "Meat is Murder" (non l'album più riuscito, imo), "Nowhere Fast".

lunedì 18 agosto 2008

No dogana? Yes party.


Si vede che la scorsa settimana i doganieri erano tutti in ferie. :D

Il contenuto:
Camouflage, Living in harmony, Collection e Geology (per mio fratello, il teNNico).
Col ferragosto in mezzo ci hanno messo dieci giorni ad arrivare, domeniche incluse.
Niente male.
:)

lunedì 4 agosto 2008

Some work worth talkin' about

Questo pomeriggio, durante una breve pausa, stavo bistrattando google (come spesso accade). Poi d'improvviso, *rappolando* con la ricerca immagini, mi imbatto in questo.
La sua è un'espressione di quelle che mi gettano in un baratro di risate.
Poi risalgo alla pagina principale del blog e mi ritrovo di fronte ad un manipolo di ragazze che... si insomma... ci sanno fare.
Il loro blog: "Afferralastella Artigianato"
Non so se le infilerò nella colonna "People" qui a fianco, ma per adesso un post tutto loro ce l'hanno.
Complimenti a tutte (anche se non sono questi i miei accessori favoriti :P).

p.s.
Mi restano un paio di post promessi qualche tempo fa e un sequel alla serie "Italians do it better" lanciata mesi fa dalla "Wawa" (gli sfottò sul nick un'altra volta) qui a fianco. C'ho qua un capitolo 14 di un certo peso...
Durante la mia assenza non strappatevi i capelli (cit).

domenica 27 luglio 2008

Ballo in gruppo ascoltando radio Maria

A me normalmente i matrimoni piacciono. Non tanto per le prolungate sedute al desco (che anzi mi disturbano), quanto per la collaterale lungaggine dei contatti ravvicinati con gli altri invitati: nuove conoscenze, un sacco di cazzate e tanto ridere.
Ma al di là di come si possa mangiare (e ieri, mi spiace, ma non c'eravamo proprio), una cosa che io detesto sono le animazioni loffie del dopo cena (ma quale cena, che è stato un ciclo continuo dalle 14?).
E va bene il latino americano.
E va bene la commerciale.
E va benissimo pure il liscio.
Ma i balli di gruppo NO.
E se dico balli di gruppo, il primo che tutti ricordano è il gioca-jouer.
Che ieri non è mancato.
No.

Ciononostante è stata una bella giornata (funestata da un temporale della madocina alle 22 circa), ho fatto alcune nuove conoscenze, ho notato come in media i calabresi siano poco socievoli (non se n'è salvato manco uno su due dozzine, a cavallo di un ventaglio di età dai 20 agli 80) e...
:)

In tutto questo radio maria ha avuto un ruolo di tipo antagonistico:
già settimana scorsa, dovendo usare un'altra auto per i consueti spostamenti (quindi altra autoradio etc etc), ho notato come le loro frequenze, qua da me almeno, siano sempre in agguato. Sì perchè l'emittente copre contemporaneamente almeno tre frequenze sulla maggior parte del territorio che attraverso di norma (in certi punti anche quattro) e spesso l'AF (quella simpatica funzione che ritrova la stazione quando le frequenze cambiano) di quella stramaledetta clarion aggancia radio maria a cazzo.
E mi dispiace, ma se mentre sono in giro (in una eterna lotta contro il tempo) continuo a ritrovarmi sotto le orecchie lo speaker che recita il rosario al posto di un sano spezzone di heavy rotation su Virgin Radio, l'unica cosa che mi viene spontanea fare è (CENSORED).
Anche ieri, mentre giravamo su e giù per le colline della valtenesi per raggiungere il rendez-vous (ah come mi piace questa parola) eravamo continuamente disturbati da radio Maria.

Quando mi deciderò a proporre una petizione per oscurare le loro frequenze ve lo comunicherò.

p.s.
Auguri Anna, Auguri Adriano!

giovedì 24 luglio 2008

Let's Funk...

No non è un "typo".
Sicuramente avrete sentito alla radio il singolo (Black&Gold) di un tale "Sam Sparro", giovane buliccio (respect) australiano (un pò meno) figlio di una miss scandinava e di un padre cantante gospel e compositore.
Incuriosito dai richiami agli anni '80 (che non sono il mio decennio preferito, a dirla tutta), sono andato ad ascoltarmi l'album.
Sgombro subito il campo: è un disco commerciale e abbastanza "clubby". Ciononostante lo trovo un disco coraggioso, ascoltabile, con alcuni spunti e riferimenti (Pet Shop Boys e Prince) interessanti e abbastanza originale. E l'ho accattato.
Il lavoro vocale del ragazzo ricorda, in certe occasioni, Mika; solo che questa volta il risultato è molto più completo e anche i brani più da pista sono nettamente più curati, specialmente dal punto di vista vocale.
Le basi e le musiche sono discorso a parte. Se vi piacciono i Cassius e i Daft Punk ma li vorreste più "potabili", questo disco non vi deluderà. Salvo alcuni brani, infatti, i groove sono piuttosto francofili.
Comunque sia dopo una giornata di ascolto più o meno intenso, posso dire che il disco, pur stando sullo scaffale dell'"easy-mercial", convince e si fa apprezzare. Menzione speciale per la *ghost* bonus track "Still Hungry": splendido il pianoforte, ottimo accostamento vocale, bello il testo.



Poi, per caso, mi imbatto in "Multiply".
Album sconosciuto di un Jamie Lidell.
Sconosciuto.
E mi ritrovo ad ascoltare ciò che sembra stare sul gradino superiore rispetto a "Sam Sparro". E' un disco da Motown senza le ragnatele, Funk e Mo-Soul. Poco elettronico (rispetto a quello dell'australiano) e nettamente più poliedrico. L'ascolto è tutta un'altra cosa: i groove si fanno più seri, i testi si fanno più composti e i riferimenti, da modernariato, si rifanno a pietre miliari della musica "black" di qualche anno fa. Direi quasi che Jamie ha fatto una telefonata a Wacko Jacko e qualche domanda a Prince prima di impostare certi arrangiamenti... ovviamente mentre tutti ascoltavano Stevie Wonder. Il risultato è un disco "giusto" con una produzione azzeccata: meno perfettino di quello dell'australiano (anche se va detto che il paragone è un PO' tirato per i capelli), non passa per vecchiume nemmeno per sbaglio. Se non vi piace il Funk macchiato di Soul e di elettronica, non andate nemmeno ad ascoltarlo sull'iTunes Music Store.



Poi, non pago del suo penultimo lavoro, noto che proprio nel 2008 Jamie ha pubblicato "Jim". E ovviamente non posso esimermi dal dargli un ascoltata.
A caldo è un po' una delusione. Direi che anche lui è vittima delle produzioni leccate che affollano la discografia moderna: meno estro, meno originalità, meno cose fuori posto rispetto a tre anni fa. Ed è un pò un peccato. "Jim" sembra più un disco fatto in collaborazione con Jamiroquai (uno che ha venduto tutto l'intestino e anche un pò di stomaco alla sua major). Nel confronto con "Multiply" ne esce male su tutta la linea, ma se comparato con altri suoi colleghi fa comunque una figura decente, riuscendo a proporre ancora qualche gemma di moderno soul (Out Of My System, per esempio).
Pur non potendo non notare il trend (in discesa, se avete iniziato a leggere qua), ho comunque deciso di accattare pure "Jim".



Direi che anche stavolta la pesca è stata fruttuosa.

p.s.
Sulle tre copertine di cui sopra ho appiccicato una novità (OOOOOOoo...): da ora in poi, quando mi leggerete sproloquiare di musica con fare saccente di un disco che è entrato a far parte della mia *cantina*, la copertina sarà bollata con l'omino in cuffie (da lavoro, che ricordano un pò le mie inseparabili Akg).

domenica 20 luglio 2008

What A Night

Magnetic eyes engage mine.
Sparks

Gettin' close.
Thunder

Feel, Touch.
Entangled.
Fire

...'Til the cops come knockin'.

lunedì 14 luglio 2008

Occhi


Vorrei averti qui con me stasera.

"Results May Vary"


In qualche scorso post, sono sicuro, si era capito che mi era ripartita la *scimmia*.
Al solito la *scimmia* (specialmente se si tratta di scimmia musicale) non resta digiuna:

Due live che si aggiungono al "Touring The Angel" già in mio possesso.
Tutto questo in attesa di poterli andare a vedere, dal vivo (sperando che facciano un altro tour).
[...]
Sono stati venti giorni duri, questi ultimi. La cosa strana è che sono stati talmente pieni (più del solito) che non mi sono nemmeno reso conto di quanto rapidamente mi stavano scivolando addosso. Una delle cose che me lo ha fatto notare è stato proprio tornare sul blog e vedere che l'ultimo post era datato intorno alla metà di maggio; va bene qualche giorno, però...
[...]
Ore 23.20.
Fuori piove come fa ormai da innumerevoli giorni, salvo qualche breve pausa di sole. In casa con me c'è solo il leoncino; spodestato dal divano, si sta dedicando al suo più grande hobby (dormire) su una sedia.
"... no, niente tv, grazie"
Il palinsesto fa, come al solito, pietà.
E non ho nemmeno voglia di guardarmi uno dei miei film.
Stasera ho voglia di scrivere.
Ho trascurato il mio blog, ho trascurato alcune persone che mi hanno scritto e non hanno mai ricevuto risposta.
Una penna, qualche foglio, il portatile, qualcosa da bere e le cuffie. Il resto non serve.
Stasera è Maxwell, scoperto casualmente insieme ad Amel mentre cercavo del Soul che non fosse pura operazione commerciale, a farmi compagnia.
In serate come questa mi riesce bene portare avanti più lavori contemporaneamente; se mi concentro su un solo foglio le parole cominciano a uscire lentamente dalle mie dita e la concentrazione lascia i miei occhi.
Sorrido mentre noto che gli anni sono passati per tutto ma non per la mia *calli*grafia: scrivo ancora coi piedi. Come sempre.
[...]
Mi piace la metafora del vulcano.
Eruzione dopo eruzione distrugge tutto ciò che c'è e che è sorto sull'eruzione precedente, ma sotto la superficie i segni di quanto c'era prima si conservano in maniera eccellente.
Mi piace vedere la mia vita così. Ciclicamente passo attraverso rinnovamenti più o meno profondi, evoluzioni più o meno drastiche che mi staccano da quello che ero prima, ma che in qualche modo lo conservano.
Non sono uno che taglia i ponti (salvo due o tre casi), ma spesso mi succede di perdere del tutto i contatti con persone che conosco e con cui ho avuto occasione di trascorrere tempo e di vivere esperienze.
A volte lo faccio per pigrizia, a volte lo faccio per disinteresse, a volte lo faccio per amore della rimpatriata.
A volte succede per normale evoluzione dei rapporti e perchè ci sono cose su cui non transigo.
Perchè non scegliere quando si ha la possibilità?
[...]
Tutti quanti abbiamo un oste con cui prima o poi facciamo i conti, con cui ciclicamente facciamo i conti.
Il mio è un oste bastardo, un oste che non raramente mi da' soddisfazioni e col quale ho un brutto rapporto. Come si fa ad avere un buon rapporto con un grandissimo figlio di puttana che ciclicamente fa lo sgambetto in corridoi bui coperti di guano?
[...]
Io non mi incazzo più. Perchè lo so che non posso farci niente e poi mi rovino da solo.
Da spettatore (pagante) di tutta questa faccenda posso solo dire che non c'è nulla di peggio dell'irresponsabile, a meno che non viva da eremita.
E adesso non resta altro che aspettare.
[...]
Sono giorni amari


I puntini tra le quadre indicano salti concettuali, ma anche temporali.
Non è l'ora della continuità, questa.

mercoledì 9 luglio 2008

"Quel pomeriggio di un giorno da cani"

Non me ne voglia Lumet, ma a distanza di due giorni non ho trovato definizioni migliori.
A differenza del film, qua non ci sono stati nè morti nè rapine, ma solo un autentico pomeriggio di merda.

Come tutti voi tre sapete, questo fine settimana sul nord italia si è stesa una simpatica perturbazione (le nozioni teNNiche le lascio al servizio meteo linkato qua a destra) che ha fatto, qui sul Garda, svariati danni.
Una cosa che non sapete, invece, è che nella casa dei miei, da qualche settimana, sono in corso i lavori di rifacimento del tetto (che dopo tre secoli dalla posa e trent'anni dall'ultima manutenzione straordinaria, aveva bisogno di un pò di *belletto*.
Come nelle migliori scritture e nelle migliori esperienze di vita, quando il caso ce ne mette del suo vengono fuori dei cocktail micidiali: quanto leggerete è un tentativo di raccontarvi il mio 6 luglio scorso.

Ore 10 circa: Sveglia
E' domenica, dopo tutto.

Ore 13 circa: Arrivo a casa dei miei con mio fratello. In programma una mezza giornata fuori dal casino della riviera gardesana

La casa è ora circondata dai ponteggi, per tutta l'estensione del corpo (che forma una L rovesciata). La parte lunga di questa L punta verso il lago, la parte corta si raccorda al fabbricato adiacente, in tipico stile medievale, creando con gli altri un unico blocco contiguo lungo circa 50 metri.
Nel *disegno* allegato, la casa è quella in contorno nero, circondata dai retini a quadri (che sarebbero i ponteggi :P). Per aiutare a capire quanto succederà dopo, ho indicato alcuni riferimenti geografici.



Ore 14 circa: Sapevamo che per il pomeriggio era previsto l'arrivo di una perturbazione e sapevamo anche che non si sarebbe risolto tutto con quattro gocce di pioggia. Quando il vento ha cominciato a tirare, però, ci siamo resi conto che la copertura provvisoria del tetto, realizzata con due pezze di nylon telato (per altro discretamente robusto) e due di cellophanne pesante, era inadeguata (prevalentemente per via del MODO in cui era stata posata). Una volta saliti sul tetto, minacciati da scurissimi cumuli di nuvole MOLTO veloci, ci siamo resi conto che la situazione non era rosea. Tuttalpiù marrone. Armati di martello, chiodi, tenaglia e fil di ferro, ci siamo messi a fissare il fissabile, cercando di sistemare una copertura che si presentava come uno spinnaker in tre pezzi, ma steso orizzontalmente. Dopo una ventina di minuti e alcune lievi folate di vento, scendevamo al piano terra, convinti che la sistemazione fosse sufficiente a garantire una certa tenuta della copertura.
Ci sbagliavamo.

Ore 15.30: In totale solidarietà con le correnti in quota che stavano portando sopra le nostre testoline svariati metri cubi di acqua e grandine, anche a quota terreno incominciava a soffiare il vento. E quello che avevamo assaggiato prima (e che aveva già messo in crisi i teli) ora sembrava un ruttino di neonato. Consci del fatto che quanto fatto non era bastato, io e mio fratello decidiamo di salire nuovamente sul tetto per cercare di contenere lo sventolamento dei teli.
A posteriori dico solo che questa è stata una delle più grandi cazzate che potessimo inventarci. Si perchè il tetto sul lato che punta a lago, è lungo due dozzine di metri e largo sei. Dato che nessuno dei due è Dr. Octopus, c'è da chiedersi cosa ci eravamo illusi di fare.
Comunque sia, una volta sul tetto, incominciavamo ad assaggiare la rabbia della corrente che tirava da sud ovest: mio fratello (M nel disegno) stava dietro al primo pilastro, ed io, inizialmente, ero alle sue spalle. Dopo pochi minuti constatavamo che i problemi più grossi erano più in giù, dove i teli si sovrapponevano e dove l'aria, aiutata dallo spazio tra i due, scaricava e apriva una luce alta un paio di metri. A questo punto mio fratello mi cedeva la sua posizione e decideva di scendere di alcuni metri lungo il solaio per andare a fissare il telo almeno nella parte centrale, ma arrivato a metà strada...

Ore 15.45: ... lo vedo, di spalle, carponi, muoversi veloce: due tre quattro passi... BOOOOM. Un vortice di polvere e segatura si alza da terra, il telo sotto cui si stava muovendo si è strappato; gli ancoraggi verso sud sono saltati, TUTTI, lasciando tutto il telo centrale libero a mò di bandiera. Di scatto mio fratello torna da me, piuttosto panicato, riaccucciandosi rapidamente sotto la trave di colmo, spalle al pilastro.

Ore 15.50: A questo punto comincia a piovere con decisione. Negli istanti precedenti l'acqua era portata dalle correnti, ed era piuttosto rada. Da ora in poi non cesserà.
Cogliendo al volo l'occasione, mio fratello, tornato nella posizione d'origine, afferrava un lembo del telo e, dopo averlo fatto passare dietro ad un asse che ancora resisteva, inchiodata al trave di colmo, cercava di tenere coperto il lato sud della parte centrale. Ma più in giù c'era un vero casino. Decidovo quindi di fare quanto aveva provato a fare lui e ci riuscivo; arrivato sul secondo pilastro, afferravo l'angolo opposto dello stesso telo che stava tenendo lui e cercavo di tenerlo fermo anche da questa parte. Le folate di vento si susseguivano ininterrotte, secondo dopo secondo, minuto dopo minuto, e cominciava a fare freddo. La pioggia era gelida, io ero in polo e jeans, ma fortunatamente, dov'ero, prendevo poca acqua. Mio fratello invece, a causa della posizione presa dal cellophanne alle sue spalle, era investito su entrambi i lati da una pioggia fittissima. Lo vedevo a pochi metri da me, con gli occhi socchiusi, bagnato fradicio, appeso al nylon, sbattuto a momenti dal telo che ormai era ancorato solo sul lato nord.
Era una battaglia persa. E la situazione non migliorava.



Ore 16 circa: In queste situazioni il tempo scorre lentissimo. Dieci minuti circa mi erano sembrati ore. Il terzo telo alle mie spalle (lato est, a lago) era ormai perso. Gli ancoraggi a sud ed a sud est erano saltati uno dopo l'altro, lasciando che il telo andasse ad incastrarsi in mezzo alle protezioni del ponteggio a nord est. Quella parte del tetto, da ora in poi, resterà totalmente scoperta.
Periodicamente scrutavo l'orizzonte, per cercare di capire quale fosse la situazione del cielo e mi rendevo conto che il temporale aveva deciso di venire a scaricare il grosso dell'acqua sopra le nostre teste.
Ogni tanto l'acqua rallentava, ma il vento non mollava un colpo. Nel frattempo qualche chicco di grandine mi colpiva, ma fortunatamente erano piccoli. Mio fratello, intanto, teneva duro a presidio dell'altro pilastro, costantemente raffreddato da una pioggia torrenziale.
Se possibile, il vento rinforzava, ed io ero costretto ad abbandonare la posizione. Raggiunto mio fratello sul primo pilastro, gli davo il cambio con l'ancoraggio del lato sud.

Ore 16.10: Il vento calava, anche se la pioggia era più forte di prima. A questo punto abbandonavamo la posizione, ignari di quanto avremmo visto al piano inferiore.

Il secondo piano è rivestito in parquet ed è adibito a zona notte. Nella zona di transito (1 nel disegno) assistiamo ad un autentico scroscio di acqua dalle travi del soffitto. I nostri genitori si stanno adoperando per contenere la cosa, ma complice la loro relativa forza fisica, non possono nulla contro l'intensità dell'infiltrazione.

Ore 16.15: arrivati al piano ci si presentava uno scenario difficile. Piegati dallo sforzo sul solaio, non avevamo nemmeno il tempo di riprendere fiato. Si cercava subito di tamponare le infiltrazioni, ma era come la storia del bambino olandese e la diga. L'acqua era talmente tanta che creava un ruscello lungo il muro verso est, andando poi ad infilarsi tra muro e zoccolo, per poi riversarsi sul pavimento. Su tutta la superficie del solaio era un fiorire di gocce e zampilli di acqua, e noi non potevamo fare altro che raccoglierla. Dopo pochi minuti muoversi su questo piano era come giocare col Twister.
Gia' a quest'ora i viaggi fatti per scaricare l'acqua raccolta al piano erano innumerevoli. Nel frattempo avevamo infiltrazioni anche nella seconda zona notte (4 sul disegno), lungo il muro verso ovest. La scatola elettrica su quel muro presenterà poi le tipiche "gocce elettriche" di una presa bagnata (quelle che se vengono toccate friggono l'utente sul posto, specialmente se bagnato).
Intanto non smetteva di piovere, e l'acqua non smetteva di infiltrarsi al piano.
Ma dietro una porta si nascondeva il vero disastro.

Ore 16.30: mio padre apre la porta sulle stanze vecchie (pavimento in cotto fugato a sabbia, niente impianto di riscaldamento, impianto elettrico *antiquato*, controsoffittatura in graticci (di vite, a dire dal colore dell'acqua che scendeva), gusce: disastro.
L'acqua, infiltratasi tra l'assito sul solaio, era penetrata nel solaio e quindi aveva raggiunto i graticci che avevano cominciato a scolare su tutto ciò che c'era nelle stanze. Quelle stanze erano adibite ad archivio dell'attività di mio padre, oltre a "deposito" di mobili e altre cose di antiquariato. A terra, due centimetri d'acqua nei punti più profondi (il pavimento non è a bolla, chiaramente), interi faldoni di documenti intrisi di acqua ed altro, altro, altro... (sul disegno i numeri 2 e 3). In certi punti l'acqua formava scrosci dal soffitto quasi continui, ma era un pò tutta la superficie del soffitto a rilasciare copiose gocce. Era un fronte praticamente incontrollabile. Dopo aver recuperato tutti i recipienti di casa per contenere le infiltrazioni nella zona 1, eravamo costretti ad impiegarne per tamponare la situazione nelle zone 2 e 3. Nel frattempo in zona 4 la situazione peggiorava, e in zona 1 io non riuscivo a far fronte a tutta l'acqua che ora cadeva direttamente a terra. Fortunatamente mio fratello si ricordava che il bidone aspiratutto aspira pure i liquidi. Messo subito al lavoro, si dimostra d'aiuto ma non in grado di fare la differenza.



Ore 17.00: smette di piovere. Ovviamente a noi non restava altro che attendere che l'acqua infiltratasi nei solai, finisca di scolare al piano sottostante. I viaggi fatti in bagno per svuotare mastelli e secchi non si contano.

Ore 17.30: la situazione appare meno tesa, e stiamo avendo lentamente la meglio sulle infiltrazioni: riuscivamo a scaricarne più di quanta ne entrasse, insomma.

Ore 17.40: arrivava un altro temporale.

Ore 18.00: tutto era tornato come prima. Anzi, peggio. Mio padre aveva mollato il colpo, non avendo la forza fisica per proseguire in questa lotta, ed era semplicemente sotto shock. Mia madre faceva il possibile, ma anche lei era allo stremo. Io e mio fratello resistevamo.

Ore 18.30: smetteva di piovere. La situazione delle 17 si ripeteva. Stavolta non ci perdevamo d'animo e salivamo sul solaio, cercando di scaricare l'acqua direttamente da sopra, senza aspettare che finisse di infiltrarsi. Uno, due, cinque, sette viaggi, scarico oltre centocinquanta litri di acqua in mezz'ora facendo la spola sulle scale del solaio. Ma non bastava. Di sotto la situazione era abbandonata a sé. Fortunatamente i recipienti erano sufficientemente capienti e nessuno ha tracimato.

ore 19.15: ricominciava a piovere. Abbandonavamo il solaio e ritornavamo a tamponare al piano inferiore. A questo punto però, anche mia madre ci lasciava, vincolata agli impegni da diabetico di mio padre. Al piano restavamo io e mio fratello.

ore 20: mio fratello cominciava a scompensare, iniziando a mostrare segni di stanchezza. Nel frattempo continuava a piovere.

ore 20.30: per l'ultima volta smetteva di piovere. Al piano io e mio fratello continuavamo ininterrottamente a raccogliere acqua. Quindi arrivavano due ragazzi dell'impresa a sistemare la copertura (per motivi che ignoro, sebbene io l'avessi chiesto, nessuno aveva avvertito l'impresa, prima delle 20, che la copertura provvisoria aveva mollato il colpo ancora alle 16)

ore 22: i miei si spostavano a valle, vista l'impraticabilità di casa.

ore 23: avevamo ragione sulla maggior parte delle infiltrazioni e scendevamo al primo piano per mangiare un boccone.

Lunedì 7/7

ore 24: copriamo i letti su cui abbiamo messo gli oggetti che eravamo riusciti a salvare, alleggerivamo i solai delle zone 2 e 3, spostando tutto ciò che riuscivamo.

ore 1.00: continuavamo ad asciugare gli eccessi che ancora cadevano sui pavimenti, scaricavamo i recipienti sparsi qua e là nelle stanze

ore 2.00: constatavamo che la situazione era sotto controllo, ci cambiavamo e ci apprestavamo a scendere a valle.

ore 3.30: ero a letto, dopo una doverosa doccia.

L'indomani abbiamo finito di asciugare il solaio, nei punti accessibili. Un'altro centinaio di litri, così per non perdere l'abitudine.

Non pubblico foto per decenza, salvo una, non appena riesco a scaricare la digitale.

lunedì 9 giugno 2008

lunedì 19 maggio 2008

Devotional

All this is devouring me from the inside, letting me no choice, giving me no chance, leaving me exhausted on the ground.

domenica 18 maggio 2008

Prometto che...

... starò più attento quando pubblico un nuovo post (anche quando non ho voglia di rileggere e scrivo "in diretta").

Adesso vado a prendere i ceci.

Amel

Non è Sade Adu, ma... che voce.
Di Amel parlerò in un prossimo post, nel dettaglio.

venerdì 16 maggio 2008

Stay

A me gli U2 non piacciono.
O meglio: non piacciono da dieci anni a questa parte.
Ometto, qui, le mie motivazioni.
Detto questo ci sono alcune loro canzoni che a mio avviso sono dei must-have. Questa è una.

A mio avviso pure l'album (Zooropa) da cui è estratta è un must have. Non importa se i fan storici lo hanno schifato e se la critica lo ha mazzuolato. E non importa nemmeno se Eno è il "deus ex machina" di questo disco. Tutte le tracce hanno quell'aura anni 90, così sintetica e monotonale, che a distanza di oltre diec'anni ha solo acquistato vigore.
E a me piace.

[OMG, sto parlando come un'architetto]

"I ricordi musicali di quando eravamo *piccoli* sono come fotografie, porte invisibili che ci ritrasportano in quei giorni"

domenica 11 maggio 2008

Total breakdown

Quand'ero al liceo la definizione era "putrido".
Credo di non aver mai attraversato un simile periodo in vita mia. Nemmeno con l'ultimo devastante condono edilizio avevo raggiunto un livello simile di stanchezza. Oggi, vuoi per l'allenamento (abbastanza pesante), vuoi per il lavoro, vuoi per lo studio, vuoi per i mille casini che abitano con me, vuoi per la solita allergia che mi ha veramente scassato la uallera (specialmente ieri pomeriggio), sono letteralmente devastato. Spero di riuscire a recuperare alla svelta, visto e considerato che, complice la stagione che avanza, ho sempre meno tempo libero.

Al di là di queste mie considerazioni personali e della stanchezza del periodo, sto finalmente raccogliendo i frutti di tanta fatica.
Se mi guardo indietro vedo un Helix che non sono più.
Se mi guardo indietro trovo lo stimolo per continuare nell'impresa, quando la motivazione viene meno (e ogni tanto succede).

Avrei ancora mille cose da scrivere, cento da raccontare e una persona da... ; ma stasera "non ce n'è più di birra". E mi dispiace davvero.



A volte penso a quanto sia difficile innamorarsi davvero.



p.s.
Scusa per il ritardo di stamane.

domenica 4 maggio 2008

Ska pt.2

Della "third wave", stavolta. Differenza notevole dagli Specials, anche nel passaporto (e si sente). Altro instant classic, comunque.

The Toasters - I Wasn't Going To Call You Anyway

giovedì 1 maggio 2008

Ska pt.1

Un tuffo al cuore. In quinta ginnasio, quando ero pischello forte, mi ci sono spaccato la testa co sto giro di basso.
Indimenticata Little Bitch!

ONE TWO!


The Specials - Little Bitch

Old School

Come scrive un tale nei commenti a questo video su "tu-tubo", il rap non è il mio genere favorito, ma questa la ascolto sempre volentieri... il video poi...

mercoledì 30 aprile 2008

Si diceva...

A distanza di qualche ora e di qualche ascolto, "Dig, Lazarus, Dig!!!" è, a mio avviso, una piccola svolta dall'ultimo album in studio (The Lyre Of Orpheus - 2004). Quest'ultimo, all'epoca, lo trovai bello, intenso ed impegnativo. Non impegnativo come può esserlo un Miles Davis dei primi anni '70, ma comunque bisognoso di attenzione nell'ascolto. Non per questo, comunque, è musica da lasciare in sottofondo durante le chiacchere d'auto mentre si va al cinema.
Per carità, nemmeno il nuovo album è musica di sottofondo, ma è un'altra *pasta*.

E' quasi commedia.

E' più orecchiabile, ha più tatto (più o meno). Lascia meno il segno, al primo ascolto, rispetto al precedente, però dopo una decina di ascolti complessivi l'effetto è diverso.

I testi... beh... Dio, sesso, post-mortem...
Voglio dire... è sempre Nick Cave.
Però cinquantenne.
Con dei baffi da invidia.

Su una scala decimale, per conto mio, questo è un 8. Bello pieno.

Bella la lead track, che apre il disco (ne potete vedere pure il video al post precedente), superata, a mio avviso, solo da Moonland che, così a caldo, è la più bella del disco.

Night Of The Lotus Eaters è una di quelle tracce che io definisco "underwater": sarà il violino, sarà il tri-giro di basso... da ascoltare rigorosamente al buio, magari stando una spanna sollevati da terra.

Se Albert Goes West fosse un "inkblot", un'immagine da test di Rorschach, io ci vedrei dentro David Bowie. Non chiedetemi il perchè.

We Call Upon The Author To Explain è geniale. Una strofa a *caso*:
Who is this great burdensome slavering dog-thing that mediocres my every thought?
I feel like a vacuum cleaner, a complete sucker, it's fucked up and he is a fucker
But what an enormous and encyclopaedic brain
I call upon the author to explain

GENIALE.

I say prolix! Prolix! Something a pair of scissors can fix

Nota autoreferenziale?

Sopra la media, a seguire, ci sono "Lie Down Here (& be my girl)" che è un'energica ballata alla Cave (molto bella, con un testo che...*) e Midnight Man.

[*inciso: "I'd build a million of you, baby/And every single one of them will be mine"
E detto da lui fa una certa impressione.]

In chiusura c'è "More News From Nowhere": quasi otto minuti, sette strofe sopra le righe. Siamo sui livelli di "We Call Upon The Author To Explain", senza dubbio.

Bello, bello e ancora bello.

Al di là delle mie considerazioni personali, riporto un brandello di strofa da "Jesus Of The Moon":

'Cause people often talk about being scared of change
But for me I'm more afraid of things staying the same
'Cause the game is never won
By standing in any one place
For too long

Sono perfettamente d'accordo (chiunque sia ad averlo asserito per primo).

lunedì 28 aprile 2008

Dig, Lazarus, Dig!!!

Altro album *caldamente* raccomandato. A dirla tutta è il primo del neocinquantenne che si è lasciato ascoltare la prima volta tutto in un sorso. Scriverò qualcosa più tardi, comunque.
Per ora, a differenza di qualche critico quotato su siti maggiori, posso dire che a me piace, nella sua anomala ascoltabilità, tipica di Cave e dei suoi semi cattivi.

domenica 27 aprile 2008

My funny Valentine

"Sempre per mano di una Valentina".

giovedì 24 aprile 2008

Che pazienza...

Con troppo anticipo stavolta... con troppo anticipo le sorprese... pu**ana miseria.
Domani pomeriggio TUTTI A PESCHIERAAAA (no, non a Gardaland).

Che a voler vedere sono io ad essermi dimenticato, quindi la sorpresa è autocostruita...

A margine annuncio con gaudio che oggi mi è arrivato il primo album degli Sweetback (che sarebbero i 3/4 dei compagni di Sade Adu, riunitisi dopo che "the Queen Of Cool" gettò la spugna -sigh-).
Al momento dico solo: bello.
Prima o poi scriverò i miei due centesimi sul progetto e sul genere, che ultimamente sto rivalutando con decisione.

p.s.
E settimana prossima, Ikea (e già rido)...

mercoledì 23 aprile 2008

Another break.

E' bello riuscire a sganciarsi da tutto, ogni tanto.
Due parole con chi dipende da me, giusto perchè sappiano dove trovarmi, poi via.
Con me il kit da fuga, qualche libro.
Nien'altro.
Niente orologio, niente telefono, niente portatile.
Il telefono più vicino è a cinquecento metri da me, circa, insieme ad un computer dell'altra era geologica (che però si lavora blogger senza problemi).

Niente problemi. Niente preoccupazioni.

lunedì 21 aprile 2008

Risposte. E domande, ovviamente.

Quando siete tristi o semplicemente non sapete dove buttare il vostro tempo, provate a scorrere alcuni "thread" (nelle sezioni più succulente, ovviamente) disponibili qui.

Gironzolo per internet dal 1996 e, pur avendo notato un notevole peggioramento della popolazione (si, lo dico dal mio pulpito), resto sorpreso ogni volta che ci passo. Sia chiaro: non basisco tanto per le domande (eccezion fatta per quelle che trovano risposta con una sana *guglata*), quanto per certe risposte.

Agghiacciante. Spessissimo.
E proprio per questo, vista la moda attuale, frequentatissimo.

martedì 15 aprile 2008

Turin Brakes - Stalker

Troppi giorni consecutivi di pioggia mi creano problemi. Fanno riaffiorare passati complicati, rapporti insani, grandi delusioni.

lunedì 14 aprile 2008

sabato 12 aprile 2008

Un saluto.

Sono passati poco più di due anni da quando ci siamo messi insieme.
Le ultime settimane però hanno segnato in maniera indelebile il nostro rapporto. Non potevo continuare così, non potevo rischiare di perderla tutta.

La connettività usb.

Una porta usb del mio iBook è schiattata una decina di giorni fa. Prima anche solo di rischiare di perdere anche l'altra, l'ho messo in vendita e, a quanto pare, l'ho già venduto (in due giorni :P). Certo, il prezzo basso ha fatto la differenza... poi di portatili con quella portabilità non ne hanno più fatti. A quel prezzo non li ha fatti nessuno mai.

Nel frattempo non riesco ancora ad abituarmi alla tastiera del MacBook che è piovuto dall'Olanda ieri.
Al momento mi scoccia il display lucido (che se da una parte accentua i colori e la resa generale, dall'altra è una chiavica in condizioni di luce forte); al resto (disco e ram) metterò presto mano.
Per il resto, mi duole ammetterlo, è una bella macchinetta.

L'altra novità della settimana è automobilistica: giovedì ho ritirato la nuova nipposcatoletta, di cui pubblicherò presto due foto.
I primi commenti sono: LOL.
Ammetto che i giapponesi certe auto le sanno davvero fare.

Ciao animali.

giovedì 27 marzo 2008

Life's Bad Tricks

Eccovi una sorta di sgambetto da non provare a casa.
Non era diretto a me, ma ha fatto ruzzolare pure me. E che ruzzolone.
Fortunatamente è stato lieve, almeno stando ai referti.

*

Domenica 16 (la domenica delle palme, come la chiama qualcuno), mi ritrovo (per puro caso) a bere un caffè in tarda mattinata con mia madre. Il tempo non è particolarmente favorevole. A dire il vero fa proprio schifo, vista l'acqua che viene giù.
A parte le sviolinate al Passalacqua si parla del più e del meno.
Il solito scenario di uggiosa-tarda-mattina-domenicale.

Poi verso le 11.10 la discussione si interrompe: mi parla di un dolore all'alto torace (che a dire il vero aveva già da qualche giorno) e di un momento di malessere. Visto il suo sguardo, così stranamente tirato, le dico di sdraiarsi sul divano.
Dopo pochi minuti mi chiede di provarle la pressione: 50 su 35, una settantina le pulsazioni.
La riprovo.
Siamo lì.
La provo con l'attrezzo elettrico.
Siamo sempre lì.
Lei è bianca come un cencio e suda freddo.
La guardo e non mi capacito.
"Se il dolore passa chiama il centodiciotto" dice lei.
Della pressione non le ho detto nulla, lì per lì. Certamente ha capito pure lei che qualcosa non quadrava.
Passano cinque minuti scarsi e riprovo la pressione: 80 su 50 circa, pulsazioni come sopra.
Ma il dolore non passa.
Chiamo il 118 e spiego per filo e per segno com'è la situazione.
Fortuna vuole che l'ambulanza sia in paese e arrivi subito.
Io in jeans e maglietta sotto l'acqua ad aspettarli fuori dal portone accolgo il medico in tuta arancio con quanto successo negli ultimi 15 minuti circa. Lui ovviamente non si sbilancia e aspetta di vederla.

*

La portano al PS di Gavardo dove (o forse già in ambulanza) somministrano trombolitici e nel giro di mezz'ora (dopo immancabili ECG e compagnia) la imbarcano per il Civile di Brescia.
La', alle 15 circa, viene sottoposta ad angioplastica.

*

A distanza di undici giorni mia madre sta bene.
Avendo dovuto smettere di fumare, direi che sta pure meglio di prima.

In questi giorni sta concludendo la riabilitazione, ma lo vedo a chilometri di distanza che freme e non ne può più di stare lontano dalle sue routine.

*

Da undici giorni a questa parte, invece, io sto gestendo mio padre al posto suo.
E meno male che alla vita da single ci ero abituato.

*

Considerazioni personali:
La fluidità con cui è successo tutto ha impedito qualunque tipo di shock da parte mia. Si, ero
ovviamente preoccupato, ma non avrei mai pensato ad un infarto (ed infatti ho iniziato a mangiare la foglia quando ho visto la lapidarietà del medico dell'ambulanza quando ha sentenziato il giro al "PS").

Qualcuno si è congratulato per come ho gestito la cosa.
Io ringrazio solo il non aver esitato a prendere in mano il telefono.

*

In compenso io sto benone. Tanta carne al fuoco come sempre.
Ora vado a stirare.
-___-'

venerdì 14 marzo 2008

AH HA...


Arrivò. Ci sarà un pò di lavoro di assemblaggio da fare, ma finalmente la macchina infernale è arrivata, anche senza l'aiuto di TNT (che c'entrava poco un cazzo, in realtà).

Sono decisamente contento
:D

giovedì 13 marzo 2008

Disorder pt.5

Mi sono alzato con "Check The Meaning" di Richard Ashcroft in testa. L'avrò ascoltata quaranta volte da stamattina e ancora continuo.
Ho aggiustato alcuni dettagli dell'interfaccia del mio blog in funzione delle evoluzioni degli ultimi mesi.
Ascolto (e apprezzo) molto Sade, ultimamente. Bisognerebbe farle un monumentino.
TNT mi ha perso una spedizione. O meglio, non si è mai trovata. Non so se andare ad Andria a spaccare il baugigi (cit) al mittente o tornare in filiale TNT e staccare le orecchie a qualcuno.

E poi... beh... sento la primavera che arriva.
;)

"...I would do it all again..."

lunedì 25 febbraio 2008

It's been a while...

Mi spiace che il titolare dei diritti di "Shaun the sheep" abbia fatto togliere da youtube il filmato (tra gli altri) del mio ultimo post. Per carità, tutto lecito; però se volete sapere di cosa parlo vi dovete arrabattare. Il post non sarà cancellato di modo che tutti sappiano che anche io sono un fan dello "stop motion" in plastilina.

.

Precisazioni a parte, è un pò che non scrivo qualcosa. Inutile che vi dica che il da fare qua non manca mai.

Di rivoluzioni non ce ne sono state. Delle evoluzioni ho ormai perso il conto.

Qualche giorno fa in una chat con A. salta fuori l'argomento:
A: ogni tanto dò un occhio al tuo blog
A: a non conoscerti, sembri quasi serio. .-p
[snip]
A: bè, dai l'idea di uno che si è dato una raddrizzata agli stravizi, che ha una compagna fissa, che lavora...

Pensandoci, A. non ha tutti i torti: ho smesso di fumare, il mio consumo di alcoolici (che già in passato non era eclatante) è ai minimi termini da mesi, il lavoro abbonda.
L'università non ha il peso che merita, ultimamente. La lotta con il bilanciamento università-lavoro non si ferma nemmeno la notte, ormai.

.

Durante il silenzio ho avuto modo di fare alcune sortite al cinema e mi sento in obbligo di fare due menzioni:
"American Gangster" è, senza ombra di dubbio, uno dei migliori film che io abbia visto negli ultimi dieci anni. Non ho mai apprezzato così tanto Denzel Washington.
In tutt'altro contesto classifico "La guerra di Charlie Wilson": questo va a braccetto con "Sesso e potere" e non si sente affatto la mancanza di De Niro.

Menzione a parte per "Io sono leggenda".
Non ne ho parlato all'epoca.
Ne parlo ora: i 7,5 eur peggio spesi della mia vita.
Il libro non l'ho letto, ma il film è imo quasi totalmente da dimenticare. Diciamo che a parte l'ottimo lavoro di "maquillage" fatto a NY, tutto l'intreccio mi è sembrato steso frettolosamente. Un'idea sicuramente originale trasformata in un prodotto di scarso peso artistico. Non commento eventuali considerazioni morali sul rapporto Dio-Uomo che, sinceramente, non mi sembrano al loro posto su questo blog.

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La novità shock di febbraio è il ritorno allo stato di single di Davidone. Quattro anni e mezzo di storia finiti in una bolla di sapone: lei voleva di più, lui no.
Io in questi casi mi limito a dire "shit happens". Le motivazioni di Elisa erano valide, quelle di Davide pure. Al di là del rapporto che ho con lui, mi sento di condividere la sua linea:
"Se decido di andare a convivere lo faccio in maniera *totale*. Non stiamo parlando di andare allo stadio o di farci un mese di crociera. Se faccio un passo del genere devo essere sicuro che indietro non tornerò."
Io e Davide ci conosciamo da ventidue anni. Ci conosciamo bene da dieci. Ero con lui quando era infatuato, quattro anni e passa fa e sono con lui ancor ora. So come ha vissuto la storia con Elisa e so che queste non sono minchiate campate in aria così, perchè non vuole la responsabilità o non vuole un rapporto fisso. Sennò quattro anni e mezzo non li faceva, specialmente essendo tanto fedele.

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Nuova stranezza.
Non ho mai fatto segreto del fatto che l'arancione sia il mio colore preferito. Pesantemente preferito.
Il mio Comune, come di consueto, ha recentemente rilasciato i nuovi permessi di sosta per residenti. Quest'anno il contrassegno è... arancione.
Beh: sulle prime non mi spiegavo il perchè, poi ho capito. Avere un rettangolo di cartoncino arancione davanti al naso al mattino e poi tutto il giorno durante la guida ha un effetto incredibile. Non sono mai stato particolarmente portato a credere nella cromoterapia ma sono sempre più dipendente dal mio colore preferito.

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Anche stasera siamo arrivati all'orario di chiusura: spero di avere più tempo per scrivere nei prossimi giorni.
A presto pupazzetti.

giovedì 14 febbraio 2008

Shaun the sheep

Appena smetto di ridere riprendo a postare...

mercoledì 13 febbraio 2008

Breathless

Nick Cave sarà anche "fatto giù" con la roncola, però...

Comunque sia -> :D :D :D :D :D :D :D

giovedì 31 gennaio 2008

The Cure - Doing The Unstuck

Il mio primo loro lavoro fu proprio "Show". Usucapii le due cassette a Cesco all'epoca della mia 4a ginnasio. Poi alla prima occasione lo acquistai in cd (le cassette le avevo consumate). Dico solo una cosa: se non avessi mai incontrato questo live difficilmente sarei loro fan.

martedì 29 gennaio 2008

venerdì 11 gennaio 2008

A jump in the 80s

Jump pad

Non sono mai stato loro grande fan ma devo ammettere che qualcos'altro di interessante hanno fatto. Dopo New Gold Dream, ovviamente.

sabato 5 gennaio 2008

Piece of cake...

Qualcuno disse "senza il disappunto non si apprezza la vittoria".
Di certo ero più contento se non mi facevo 4 giorni a letto con l'influenza.
Fortunatamente nessun progetto è stato minato e nessun programma è saltato. Mi porto dietro ancora qualche acciacco, ma tutto sommato mi sono ripreso alla svelta.

Ho fatto qualche giorno fuori dal mio habitat in compagnia di una persona speciale; ammetto che ho ringraziato quel maledetto* pomeriggio che ci ha fatto incontrare. Per essere stato un fine settimana lungo (molto lungo) in coppia devo dire che non ricordo alcun momento scontato. Non dico altro.
Chi deve sapere già sa.

Il rientro è stato un pò doloroso; ad aspettarmi una busta verde e un arretrato studio-lavorativo senza precedenti.
A forza di far su maniche adesso ho tutti gilet.

Urbi et orbi posso dire che ho lasciato nel 2007 il mio peggior vizio. Già, una battaglia l'ho vinta e con relativamente poco sforzo. Da circa 20 giorni ho qua una dozzina abbondante di Camel light che invecchiano nel pacchetto. Ho smesso senza aiuti chimici o di altro genere e non ho la minima intenzione di ricominciare. Qualche difficoltà me l'ha data l'abitudine di fumare dopo il caffè, dopo i pasti, in auto o dopo aver fatto l'amore. Ho supplito con altri strumenti più salutari e meno nevrotici.
Per i momenti di stress invece mi arrangio. Diciamo che sono un pochetto più infiammabile di prima, ma stiamo lavorando anche su questo fronte.

In definitiva: Piece of cake.

Adesso che sono fuori dal tunnel posso buttare lì con la massima coerenza i miei 2 centesimi:
Il fumo di sigaretta è una puttanata. E' la peggior forma di consumo di tabacco che l'uomo potesse inventare. A differenza della pipa o del sigaro il fumo di sigaretta lo si subisce alla grande, e diciamocelo: collateralmente, fumare la carta è da idioti.

Smettere di fumare non è difficile, basta volerlo davvero.
E' una sfida tra volontà e nicotina. Solo che la nicotina ha 72 ore al massimo di permanenza nel nostro organismo.

Bis bald (cit.).

*1/4/'07

venerdì 4 gennaio 2008

Back On Earth

Normal service will return in 48 hrs.
;-)