sabato 9 giugno 2007

Let me explain...

Normalmente preferisco lasciare che siano le persone che ho di fronte a capire come sono fatto. L'autoreferenzialità è sempre problematica e tende a non dare mai nemmeno una frazione del risultato desiderato. In questo caso faccio un'eccezione, visto e considerato che non ricerco alcun effetto particolare; qui il tono voluto è un qualcosa di simile a "chi ha orecchie da intendere...".

Pt.I:
Cerco di rispettare sempre chi ho di fronte. E' una delle mie poche regole. Per quanto possa non provare simpatia per una persona, per quanto possa anche disprezzarla, cerco sempre di essere rispettoso. Date le variabili in gioco (e quando si gioca con l'altro sesso le variabili sono nettamente più ingenti) capita ogni tanto di uscire dal seminato.
Difficilmente mi scuso per ciò che faccio o dico; per due motivi:
1) mi prendo sempre la piena responsabilità per le mie parole e le mie azioni
2) detesto l'ipocrisia; scusarmi per le mie parole equivale a rinnegarle e privarmi della coerenza, per me fondamentale

Pt.II:
Se saltano il mutuo rispetto e la mutua correttezza, state sereni... il tempo che vi dedicherò in futuro diverrà immediatamente pari a zero.
Quando io *perculo* (e si, lo faccio spesso), non lo faccio mai con cattiveria. In me convivono una disponibilità e un cuore immensi (e chi mi conosce bene lo sa) e una sana dose di arroganza (lo stronzo del sottotitolo al blog non è lì per caso). Solo che a differenza di un tempo, ora me ne frego. Se non vi sta bene come sono, non impuntatevi. Potete farmi quanti appunti volete, vi ascolterò. Ma, come me nei vostri confronti, non pretendete di cambiarmi. Sarebbe vana tracotanza.

Pt.III:
Se chi ho di fronte è eccessivamente variabile di umore e persiste (il "momento no" capita a tutti) nel non ricambiare la mia sopportazione con una uguale dose nei miei confronti, è il caso che mi stia alla larga (specialmente se pretende da me una certa condotta, asimmetrica alla sua). Resta ovviamente la libertà di contattarmi nuovamente (io non ignoro/blocco/quelchevolete nessuno), ma a mia volta mi riservo la libertà di dire no.

Pt.IV:
No, nel mio caso certe cose non succedono. Non mi incazzo. Non sbraito. Non do di matto. E soprattutto non parlo alle spalle; quello che posso dire di voi agli altri (e non è cosa frequente) è quello che ho già detto a voi. Se pensate che vi salti al collo al minimo litigio, che vi ricopra di insulti al primo screzio o che alla fine vi diffami con altre persone, a prescindere che siano conoscenze comuni o meno, resterete sorpresi. O forse, per qualcuno, dovrei dire delusi.

Pt.V:
Siete Principesse per me... ma siete nella mia realtà. Qua non si srotolano tappeti rossi per l'ultima arrivata; la mia stima va guadagnata.


p.s.
Ovviamente tutto è valido anche per i maschietti

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