Il solito tratto di strada, banale lingua di asfalto aggrappata ad una costa che non si è mai dimostrata clemente con il genere umano. Tre chilometri di curve immerse nel verde selvatico e nel rosso dell'argilla traditrice che si intravede qua e là, dove la pendenza non perdona nemmeno il più elastico dei rovi. Neil Young a farmi da coramina e me al volante, con passo tranquillo. Fuori da una curva vedo qualcosa sull'asfalto ancora bagnato dall'ennessimo piovasco degno di marzo... sembra una foglia, ma si muove. Si, si muove ma pianissimo. Fermi tutti. Ormai il muso dell'auto copre l'orizzonte più vicino, impedendomi di vedere dal posto di guida. Scendo al volo. Un minuscolo topo di campagna, non avrà nemmeno un mese di vita, sta lì paralizzato dalla paura, illuminato dai due fanali.
E' poco più grande di una noce.
Davide e Golia.
Dall'alto dei miei 80kg sono disorientato. Provo a battere la punta del piede ad una spanna da lui, ma niente. Respira, ma non si muove. Mi chino a guardarlo, e non posso fare niente per fermare il mio viso dal tirar fuori un sorrisone. Dieci impauriti grammi che disarmano ottanta fieri chilogrammi. Un tocco sulla schiena e la paura è vinta.
Spero abbia modo di raccontarlo anche lui... ;-)
martedì 12 giugno 2007
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