
E' tardi. Si stiracchia pigramente, toccando con le dita addormentate la testiera del letto. Resta fermo, guardando il controsoffitto bianco; l'occhio sinistro fa ancora male, ma non importa. Con bradipica lentezza recupera il suo nano, appoggia gli auricolari ai padiglioni e rompe il silenzio. "Listen now and let me speak..." i bpm sono pochi, e al mattino sembrano pure meno. Si alza, mentre Chris ruggisce sornione nelle sue orecchie. In cucina non c'è nessuno, ma la caffettiera è carica. Decide di fermarsi a farle compagnia, attendendo con lei la salita nell'infallibile pozione mattutina.
In domeniche come questa il passo è lento, proprio come nel primo brano dopo il risveglio... e il tempo per pensare abbonda. Un mezzo sorriso, compiaciuto, è comparso mentre la caffettiera finiva il suo compito. La mente si è voltata, come a guardare indietro di qualche ora... Le parole poche, bollenti. Gli sguardi interminabili e intensi, come raffiche di vento. L'emozione riesce ancora a sopraffarre dopo ore.
Il caffè, intanto, ha smesso di fumare, torturato dal cucchiaino.
Un messaggio ricevuto, dice il fidato Nokia. Lo lascia lì a crogiolare. Stamattina, più che mai, nulla è davvero importante all'infuori di lui. Il gatto, ruffiano come il peggiore dei demoni, non manca di portare il suo buongiorno. A differenza del solito lo fa senza miagolare; loro due da diverso tempo a questa parte si capiscono al volo, a volte senza nemmeno guardarsi.
Poi è routine.
Tutto ritorna girare come sempre. Il lavoro, gli extra domenicali, un paio di telefonate di cui avrebbe fatto volentieri a meno. Ma scivola tutto addosso, in fondo. Imperturbabile, osserva il passare dei minuti. E poco prima di mezzogiorno decide di risvegliare il vizio. La musica non manca mai. Fa sempre compagnia alla prima della giornata, la peggiore. Quella che gli fa pensare che fumare fa schifo; la stessa che gliene farà fumare ancora.
Dietro le griglie accostate, si lascia accarezzare dal sole ormai già alto. Sbuffa, soffiando via il fuoco dai polmoni attraverso le labbra socchiuse. Poi si gira a destra, restando immobile. I capelli, corti e spettinati sulla fronte. I biondi riflessi della barba, che stamattina ha lasciato andare. Gli occhi socchiusi. E ancora Chris, casualità, che sussurra nelle orecchie le stesse parole...
Un impalpabile filo di fumo. Uno sbiadito riflesso.
Ancora quell'abbraccio gli toglie il fiato.
Indimenticabile saluto di una lenta domenica mattina.


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