Si sta chiudendo una settimana da incubo... forse oggi pomeriggio riuscirò a riprendere possesso della linea dsl (al momento la sto scroccando e non posso farlo in maniera continuata). I dettagli sugli eventi di questi gg e altri commenti (non sono mancati svariati colpi di scena e alcune riesumazioni del mio passato) arriveranno senza indugio, ma non prima che io abbia sistemato tutto.
Collateralmente devo anche lavorare.
Ewwiwa.
p.s.
No, non ci arrivo...
Me lo fai un disegnino?
venerdì 31 agosto 2007
sabato 25 agosto 2007
Nugget...
"...Gli sfortunati sono soltanto un metro di riferimento per i fortunati; tu sei sfortunato cosi' io so di non esserlo. Sfortunatamente gli sfortunati riconoscono la fortuna solo quando la perdono. Prendi te stesso: Ieri stavi meglio di oggi eppure ti ci voleva oggi per capirlo, ma oggi e' arrivato ed ora e' tardi. Hai visto?! Nessuno e' mai contento di cio che ha. Vogliono tutti quello che avevano,quello che ha qualcun'altro..."
Chi indovina la cit vince... un bacio in fronte e una coppia di orsetti.

Chiaramente una coppia di Haribo Goldbären...
Chi indovina la cit vince... un bacio in fronte e una coppia di orsetti.

Chiaramente una coppia di Haribo Goldbären...
venerdì 24 agosto 2007
Chiuso per... lavoro...
La frequenza degli aggiornamenti è calata drasticamente... ahimè.
La cosa ridicola è che è calata proprio quando si presume aumenti... i comuni mortali in agosto calano il ritmo lavorativo o lo azzerano.
Io no.
E' un pò una mia caratteristica essere sempre in controtendenza, e anche in questo contesto la cosa si conferma.
Sono vivo. Sto bene.
Ho un sacco di cose da fare.
E tutte le sere... FESTAAAAAAAAAAAAAAAAA...
:P:P:P
La cosa ridicola è che è calata proprio quando si presume aumenti... i comuni mortali in agosto calano il ritmo lavorativo o lo azzerano.
Io no.
E' un pò una mia caratteristica essere sempre in controtendenza, e anche in questo contesto la cosa si conferma.
Sono vivo. Sto bene.
Ho un sacco di cose da fare.
E tutte le sere... FESTAAAAAAAAAAAAAAAAA...
:P:P:P
domenica 19 agosto 2007
That Don't Impress Me Much...
Una di quelle canzoni di fine secolo scorso di cui si faceva pure a meno... il solito trash-com (come lo definisce qualcuno) dal motivetto facile facile, cantato da una discreta manza di mezza età, ipermaquillata nelle sue apparizioni mondane.
Rubbish. (cit. J.Clarkson)
Ma non è tanto questo il punto... tornando in tema:
That Don't Impress Me Much...
L'abilità nell'usare le mani si vede altrove: la pasta frolla per esempio...
Don't get me wrong, yeah I think you're alright...
Ma ci vuole ben altro, insomma.
Se vuoi alzare la posta, puoi sempre provarci...
>:-D
Rubbish. (cit. J.Clarkson)
Ma non è tanto questo il punto... tornando in tema:
That Don't Impress Me Much...
L'abilità nell'usare le mani si vede altrove: la pasta frolla per esempio...
Don't get me wrong, yeah I think you're alright...
Ma ci vuole ben altro, insomma.
Se vuoi alzare la posta, puoi sempre provarci...
>:-D
venerdì 17 agosto 2007
Disorder pt.2
Ho un calo di sali minerali.
Il corriere non arriva.
Comprendo i ritardi ma fino ad un certo punto.
C'è un umidità che si taglia col coltello.
Il telefono continua a suonare.
Ma che avete tutti da chiedermi oggi???
Best of you.
Il corriere non arriva.
Comprendo i ritardi ma fino ad un certo punto.
C'è un umidità che si taglia col coltello.
Il telefono continua a suonare.
Ma che avete tutti da chiedermi oggi???
Best of you.
mercoledì 15 agosto 2007
Evanescent
lunedì 13 agosto 2007
Sai cosa...?

Era un pò che non mi sentivo così.
Mi vengono in mente quei momenti di ovatta...
Cocò, le chiamava lei...
I need a bit of resolve, tonite...
Half The Lies You Tell ain't True
You know what... the more I read your fake promises, your pathetic efforts to convince others you've got rid of all your problems, the more you become ridicolous to me.
I'm not here to judge anyone, I'm just telling you what I think&feel about you.
When you'll be able to solve your tiny problems for real, we'll catch up for sure.
For the moment, you're just wasting everybody's time. Yours included.
Little video contribution:
Parole...
:D
I'm not here to judge anyone, I'm just telling you what I think&feel about you.
When you'll be able to solve your tiny problems for real, we'll catch up for sure.
For the moment, you're just wasting everybody's time. Yours included.
Little video contribution:
Parole...
:D
venerdì 10 agosto 2007
lunedì 6 agosto 2007
Abbi pazienza... ???
Ore 19.00. 26° in casa, umidità stabile al 40%.
Da qualche tempo gli piace parecchio stare in cucina; il fatto che oggi si sia fatto già una parte del pomeriggio tra i fornelli parla da sè.
Stasera ha preferito stare sul classico nazionale con una doppietta laziale:
Spaghetti all'amatriciana (senza eccessi, sennò il sonno poi prende il sopravvento) e saltimbocca alla romana. Il dessert per il momento resta un'incognita anche per lui.
Dopo una doccia al volo, forte di un lieve anticipo sul previsto, si butta sulla poltrona mentre attende l'ospite. A fargli compagnia c'è il gatto, preso a giocare un un pezzo di spago spesso proveniente da chissà dove.
Un'occhiata dopo solo un quarto d'ora fornisce un'immagine totalmente differente: il gatto ha smesso di giocare e presidia il suo tappetino in una posa che nemmeno la sfinge, lui è stato assaltato con successo da una sottile coccola e ora pisola leggero sulla poltrona reclinabile.
Non c'è bisogno che il campanello suoni per destarlo; il tonfo di una portiera gli apre immediatamente gli occhi. Il gatto invece non si muove, continuando a preferire quella lieve brezza che non smette di far vibrare le sue vibrisse.
Un quarto d'ora di pennica hanno lasciato l'occhio un pò più piccolo, ma non c'è niente di cui vergognarsi. Mentre fa scattare l'apricancello, sbircia nello specchio per aggiustarsi il collo della camicia, che gli piace alto e un pò indietro sulle spalle, quindi scende rapidamente le scale... uno scatto di serratura, "ciao!" e... ci prova, a nascondere che in fondo è sorpreso. No, niente vestito da sera con un cartellino a sei cifre, niente perline e paiette: una camicia in lino di un azzeccato color khaki, un paio di jeans chiari e dei sandali un pò particolari, che lui le aveva detto di trovare carini qualche tempo addietro. Elementi frequenti e relativamente semplici, ma in una combinazione incredibilmente riuscita. Merito forse dei suoi capelli castani, scuri come il cacao appena tostato, sciolti nella loro naturale piega, lunghi fino alle scapole; merito forse del suo profumo, non invadente ma comunque percettibile; merito forse dei suoi occhi, esaltati da un lievissimo tocco di mascara...
-"che dici, mi fai entrare?" è lei a fermare il breve silenzio, partito dopo il ciao...
-"no, volevo solo salutarti" no comment, specialmente sul modo, univocamente definibile con *stronzo*...
-"vabbè, vorrà dire che cenerò col mio dessert" abbozzato tentativo di suscitare ripensamento nella controparte e dimostrare totale affrancamento...
-"buon'appetito allora!" vuoi giocare ehh???
-"resti il solito stronzo..." (abbozzato, appunto) segue una breve risata, mentre i suoi occhi si stringono a squadrare lui...
Nemmeno lui riesce ad arrestare il riso e si scosta dalla porta, a lasciarle libero il passaggio... ma poi ci ripensa e fa per chiudere... la solita scena da asilo, condita dall'immancabile buffetto di lei (piuttosto pesante e decisamente meritato) sulla spalla di lui.
Macy Gray canta su una base non proprio leggera, parto di quel suonato di Fatboy Slim, mentre lui pratica del vaticinio sullo stadio di cottura pasta, nel tentativo di dettare a lei le istruzioni per la realizzazione dell'aperitivo, perchè "...mica siamo in un albergo qua, ognuno s'ha da darsi da fare..." con chiaro tono di chi vuole strapazzare l'interlocutore. Il succo d'arancia è già stato spremuto, c'è solo da stappare il vino; eh già, stappare. Poco ci manca che la bottiglia vada ad innaffiare il pavimento. Così in un momento di comune Salomonica saggezza si accordano su un inversione di ruoli: lei a fare la Cassandra agli spaghetti, lui a salvare il povero verduzzo da una fine che sicuramente non si merita.
Si, siamo tutti d'accordo sul fatto che usare del verduzzo per un'aperitivo da neoricchi, insegnatogli da neoricchi, sia una bestemmia... ma se dovessi dirvi cosa combina con il Bacardi Reserva, correreste a prenderlo a randellate nei denti... comunque torniamo ai due...
Giusto il tempo di darsi arie da neoricchi con i due flute (con lui che si esibisce in un uso superiore di r moscia, finta come la Palmas) e la pasta chiede giustizia: con due mosse che nemmeno Remo Williams (cfr su youtube), chiudendo ogni operazione con un "OOOLLEE'", si passa da pentola a scolapasta e da scolapasta a padella, mentre con una mano che non si capisce da dove venga accende l'altro fuoco su cui c'è la padella per i saltimbocca. In un silenzio carico di suspance e degno di una sala operatoria, sigilla l'amatriciana e chiude la cottura del secondo, lasciando per dopo solo la preparazione del *sugo*. La presentazione degli spaghetti non sarà degna del cucchiaio d'argento, ma la realizzazione è la sua botte di ferro; i complimenti non fanno difetto nemmeno stavolta.
La sorte del secondo è la medesima, ma i complimenti sono smorzati dal dibattito sulla sessione cinefila che seguirà la cena: il grande Lebowski o Slevin? Il Grande Lebowski è in pole; la geniale demenza dei fratelli Coen si addice piuttosto bene al clima informalmente rilassato e volutamente leggero della serata... Alla fine, come da pronostici, hanno la meglio i Coen...
Il dessert continua a restare un'incognita anche dopo il secondo; lei mantiene il più stretto riserbo anche durante la realizzazione della famigerata "pesca col rosso", antica formula nota a lui e che lei non conosceva, a differenza del rapporto di lui col desco:
-"Stasera solo i formaggi hanno ceduto il passo eh?" dice lei
-"Si ma di pecorino ce n'era a sufficienza sulla pasta... se volevi conguagliare avevi solo da chiedere" risponde lui mentre pela la seconda pesca
-"Mi è bastato, figurati... so che se non ci sono tutti i tasselli tu non parti neanche" ribatte lei
-"Siamo quello che mangiamo, Sant'Iddio!!!" spingendo col diaframma, infiammato da un sacro furore che nemmeno i migliori pastori protestanti
-"Amen padre!!!" quando si dice *viaggiare sulla stessa lunghezza d'onda*
Finalmente si svela il dessert, che era stato messo a riposare in frigo, nel frattempo: coppette di crema al mascarpone con cioccolato a scaglie e frutta a tocchetti.
-"Sapevo non mi avresti deluso" dice lui, sorridendo
-" *sogghigno malefico* ho alzato la posta anche stavolta" lei
-"Si vabbè, adesso con un pò di mascarpone, cioccolato e frutta non è che si possa mirare a scardinare la mia inossidabile cucina" risponde lui, soffiando via ironicamente qualunque tipo di pretesa, mentre chiude con il gomito l'anta del frigorifero, avendo le mani impegnate a reggere i due vetri
-"Tu dici?" gli risponde lei, avvicinandosi fino ad un vis a vis d'altri tempi, cingendogli il bacino con le braccia, cogliendolo con le mani occupate dal dessert appena riportato alla luce
-"mh... dico, e non c'è niente che tu possa fare per farmi cambiare idea"
Ancora quel sorrisetto sulle sue labbra, ma questa volta è lei a strapparglielo via con le sue. Le mani di lui a mezz'aria, immobili, stringono le due ciotoline in vetro che non sa dove appoggiare e che ovviamente non può lasciar cadere. Ripresosi dalla sorpresa arretra con la testa di qualche centimetro, staccandosi da lei, guardandola con uno sguardo che sa di "ma che cosa stai facendo"?, con un'aria di disapprovazione. Lei, dapprima così sicura, ora non sa cosa fare... non se l'aspettava per niente, ma non lascia andare l'abbraccio. Lui si divincola lentamente, appoggia le ciotoline sul tavolo, dandole le spalle per un'istante, poi si gira, piano, fino a starle di fronte, stringendo gli occhi e abbassando un poco la testa. Lentamente passa la sua mano destra tra i capelli di lei, ora in preda alla più totale confusione. Si avvicina al suo orecchio sinistro, inspirando come per dover parlare, lasciandola in attesa di qualcosa, di un qualche suono... poi lascia uscire l'aria dai suoi polmoni e, senza dire nulla, arretra di nuovo, tornandole di fronte.
Le mani di lei strette sui fianchi di lui, come a non volerlo lasciare andare, parlano chiaro.
Galeotto fu il mascarpone e chi lo preparò.
La luna di questi tempi sta calando, ma nel cielo terso riesce ancora ad illuminare a sufficienza, filtrando dentro a finestre lasciate aperte per il caldo, a far entrare sottili bave di tramontana.
Da sotto le coperte scruta il profilo del viso di lei, che lo divide dal chiarore del pigro quarto di luna...
-"Ti devo fare una domanda... molto personale" sussurra con un tono degno di Barry White
-"Dimmi"
-"Ma la seconda singolare del congiuntivo di avere non è abbia?" Cercando di restare serio
-"-risata- sei un cretino... -risata- comunque si, è abbia"
-"E allora come mai si dice *abbi pazienza*?"
-"Perchè non è congiuntivo ma imperativo"
-"..." Fissando il soffitto
-"Capito?"
-"Scusa, ero distratto..." Continuando a fissare il soffitto
-"Stronzo!" Ancora un meritato buffetto, ben caricato, sulla spalla.
Da qualche tempo gli piace parecchio stare in cucina; il fatto che oggi si sia fatto già una parte del pomeriggio tra i fornelli parla da sè.
Stasera ha preferito stare sul classico nazionale con una doppietta laziale:
Spaghetti all'amatriciana (senza eccessi, sennò il sonno poi prende il sopravvento) e saltimbocca alla romana. Il dessert per il momento resta un'incognita anche per lui.
Dopo una doccia al volo, forte di un lieve anticipo sul previsto, si butta sulla poltrona mentre attende l'ospite. A fargli compagnia c'è il gatto, preso a giocare un un pezzo di spago spesso proveniente da chissà dove.
Un'occhiata dopo solo un quarto d'ora fornisce un'immagine totalmente differente: il gatto ha smesso di giocare e presidia il suo tappetino in una posa che nemmeno la sfinge, lui è stato assaltato con successo da una sottile coccola e ora pisola leggero sulla poltrona reclinabile.
Non c'è bisogno che il campanello suoni per destarlo; il tonfo di una portiera gli apre immediatamente gli occhi. Il gatto invece non si muove, continuando a preferire quella lieve brezza che non smette di far vibrare le sue vibrisse.
Un quarto d'ora di pennica hanno lasciato l'occhio un pò più piccolo, ma non c'è niente di cui vergognarsi. Mentre fa scattare l'apricancello, sbircia nello specchio per aggiustarsi il collo della camicia, che gli piace alto e un pò indietro sulle spalle, quindi scende rapidamente le scale... uno scatto di serratura, "ciao!" e... ci prova, a nascondere che in fondo è sorpreso. No, niente vestito da sera con un cartellino a sei cifre, niente perline e paiette: una camicia in lino di un azzeccato color khaki, un paio di jeans chiari e dei sandali un pò particolari, che lui le aveva detto di trovare carini qualche tempo addietro. Elementi frequenti e relativamente semplici, ma in una combinazione incredibilmente riuscita. Merito forse dei suoi capelli castani, scuri come il cacao appena tostato, sciolti nella loro naturale piega, lunghi fino alle scapole; merito forse del suo profumo, non invadente ma comunque percettibile; merito forse dei suoi occhi, esaltati da un lievissimo tocco di mascara...
-"che dici, mi fai entrare?" è lei a fermare il breve silenzio, partito dopo il ciao...
-"no, volevo solo salutarti" no comment, specialmente sul modo, univocamente definibile con *stronzo*...
-"vabbè, vorrà dire che cenerò col mio dessert" abbozzato tentativo di suscitare ripensamento nella controparte e dimostrare totale affrancamento...
-"buon'appetito allora!" vuoi giocare ehh???
-"resti il solito stronzo..." (abbozzato, appunto) segue una breve risata, mentre i suoi occhi si stringono a squadrare lui...
Nemmeno lui riesce ad arrestare il riso e si scosta dalla porta, a lasciarle libero il passaggio... ma poi ci ripensa e fa per chiudere... la solita scena da asilo, condita dall'immancabile buffetto di lei (piuttosto pesante e decisamente meritato) sulla spalla di lui.
Macy Gray canta su una base non proprio leggera, parto di quel suonato di Fatboy Slim, mentre lui pratica del vaticinio sullo stadio di cottura pasta, nel tentativo di dettare a lei le istruzioni per la realizzazione dell'aperitivo, perchè "...mica siamo in un albergo qua, ognuno s'ha da darsi da fare..." con chiaro tono di chi vuole strapazzare l'interlocutore. Il succo d'arancia è già stato spremuto, c'è solo da stappare il vino; eh già, stappare. Poco ci manca che la bottiglia vada ad innaffiare il pavimento. Così in un momento di comune Salomonica saggezza si accordano su un inversione di ruoli: lei a fare la Cassandra agli spaghetti, lui a salvare il povero verduzzo da una fine che sicuramente non si merita.
Si, siamo tutti d'accordo sul fatto che usare del verduzzo per un'aperitivo da neoricchi, insegnatogli da neoricchi, sia una bestemmia... ma se dovessi dirvi cosa combina con il Bacardi Reserva, correreste a prenderlo a randellate nei denti... comunque torniamo ai due...
Giusto il tempo di darsi arie da neoricchi con i due flute (con lui che si esibisce in un uso superiore di r moscia, finta come la Palmas) e la pasta chiede giustizia: con due mosse che nemmeno Remo Williams (cfr su youtube), chiudendo ogni operazione con un "OOOLLEE'", si passa da pentola a scolapasta e da scolapasta a padella, mentre con una mano che non si capisce da dove venga accende l'altro fuoco su cui c'è la padella per i saltimbocca. In un silenzio carico di suspance e degno di una sala operatoria, sigilla l'amatriciana e chiude la cottura del secondo, lasciando per dopo solo la preparazione del *sugo*. La presentazione degli spaghetti non sarà degna del cucchiaio d'argento, ma la realizzazione è la sua botte di ferro; i complimenti non fanno difetto nemmeno stavolta.
La sorte del secondo è la medesima, ma i complimenti sono smorzati dal dibattito sulla sessione cinefila che seguirà la cena: il grande Lebowski o Slevin? Il Grande Lebowski è in pole; la geniale demenza dei fratelli Coen si addice piuttosto bene al clima informalmente rilassato e volutamente leggero della serata... Alla fine, come da pronostici, hanno la meglio i Coen...
Il dessert continua a restare un'incognita anche dopo il secondo; lei mantiene il più stretto riserbo anche durante la realizzazione della famigerata "pesca col rosso", antica formula nota a lui e che lei non conosceva, a differenza del rapporto di lui col desco:
-"Stasera solo i formaggi hanno ceduto il passo eh?" dice lei
-"Si ma di pecorino ce n'era a sufficienza sulla pasta... se volevi conguagliare avevi solo da chiedere" risponde lui mentre pela la seconda pesca
-"Mi è bastato, figurati... so che se non ci sono tutti i tasselli tu non parti neanche" ribatte lei
-"Siamo quello che mangiamo, Sant'Iddio!!!" spingendo col diaframma, infiammato da un sacro furore che nemmeno i migliori pastori protestanti
-"Amen padre!!!" quando si dice *viaggiare sulla stessa lunghezza d'onda*
Finalmente si svela il dessert, che era stato messo a riposare in frigo, nel frattempo: coppette di crema al mascarpone con cioccolato a scaglie e frutta a tocchetti.
-"Sapevo non mi avresti deluso" dice lui, sorridendo
-" *sogghigno malefico* ho alzato la posta anche stavolta" lei
-"Si vabbè, adesso con un pò di mascarpone, cioccolato e frutta non è che si possa mirare a scardinare la mia inossidabile cucina" risponde lui, soffiando via ironicamente qualunque tipo di pretesa, mentre chiude con il gomito l'anta del frigorifero, avendo le mani impegnate a reggere i due vetri
-"Tu dici?" gli risponde lei, avvicinandosi fino ad un vis a vis d'altri tempi, cingendogli il bacino con le braccia, cogliendolo con le mani occupate dal dessert appena riportato alla luce
-"mh... dico, e non c'è niente che tu possa fare per farmi cambiare idea"
Ancora quel sorrisetto sulle sue labbra, ma questa volta è lei a strapparglielo via con le sue. Le mani di lui a mezz'aria, immobili, stringono le due ciotoline in vetro che non sa dove appoggiare e che ovviamente non può lasciar cadere. Ripresosi dalla sorpresa arretra con la testa di qualche centimetro, staccandosi da lei, guardandola con uno sguardo che sa di "ma che cosa stai facendo"?, con un'aria di disapprovazione. Lei, dapprima così sicura, ora non sa cosa fare... non se l'aspettava per niente, ma non lascia andare l'abbraccio. Lui si divincola lentamente, appoggia le ciotoline sul tavolo, dandole le spalle per un'istante, poi si gira, piano, fino a starle di fronte, stringendo gli occhi e abbassando un poco la testa. Lentamente passa la sua mano destra tra i capelli di lei, ora in preda alla più totale confusione. Si avvicina al suo orecchio sinistro, inspirando come per dover parlare, lasciandola in attesa di qualcosa, di un qualche suono... poi lascia uscire l'aria dai suoi polmoni e, senza dire nulla, arretra di nuovo, tornandole di fronte.
Le mani di lei strette sui fianchi di lui, come a non volerlo lasciare andare, parlano chiaro.
Galeotto fu il mascarpone e chi lo preparò.
La luna di questi tempi sta calando, ma nel cielo terso riesce ancora ad illuminare a sufficienza, filtrando dentro a finestre lasciate aperte per il caldo, a far entrare sottili bave di tramontana.
Da sotto le coperte scruta il profilo del viso di lei, che lo divide dal chiarore del pigro quarto di luna...
-"Ti devo fare una domanda... molto personale" sussurra con un tono degno di Barry White
-"Dimmi"
-"Ma la seconda singolare del congiuntivo di avere non è abbia?" Cercando di restare serio
-"-risata- sei un cretino... -risata- comunque si, è abbia"
-"E allora come mai si dice *abbi pazienza*?"
-"Perchè non è congiuntivo ma imperativo"
-"..." Fissando il soffitto
-"Capito?"
-"Scusa, ero distratto..." Continuando a fissare il soffitto
-"Stronzo!" Ancora un meritato buffetto, ben caricato, sulla spalla.
sabato 4 agosto 2007
WTF
I hate when it happens. And it's happened again.
You deserved some harsh words a lot of times.
Sometimes I resisted, but not today.
I cannot hold my tongue forever.
Maybe I'll regret my words... but there's nothing I can do about it, now.
Lesson learned.
You deserved some harsh words a lot of times.
Sometimes I resisted, but not today.
I cannot hold my tongue forever.
Maybe I'll regret my words... but there's nothing I can do about it, now.
Lesson learned.
Semana de fuego
Il caldo è venuto meno, ma le giornate sono state intense. E non è ancora finita. Non ho mai avuto così tante visite di corrieri espressi come questa settimana:
E' arrivato il cofanetto di Sergio Leone (spettacolo™), è arrivato Casablanca, insieme a qualche altro cd, è ritornato il Nüvi dall'assistenza Garmin (e ora ho per le mani un 300t), è arrivato l'auricolare bt nuovo. Mancano all'appello un paio di 8561 (stavolta polarizzati neri), e il caricabatterie auto-moto.
A margine voglio ringraziare Matteo dell'assistenza Target Service di Milano (autorizzato Garmin) per la grandissima disponobilità e cortesia; uno di quei dipendenti che, sono sicuro, fanno la differenza.
Ringrazio tutti per ieri sera... incluso il mitico Agerola... :D:D:D:D:D
E' arrivato il cofanetto di Sergio Leone (spettacolo™), è arrivato Casablanca, insieme a qualche altro cd, è ritornato il Nüvi dall'assistenza Garmin (e ora ho per le mani un 300t), è arrivato l'auricolare bt nuovo. Mancano all'appello un paio di 8561 (stavolta polarizzati neri), e il caricabatterie auto-moto.
A margine voglio ringraziare Matteo dell'assistenza Target Service di Milano (autorizzato Garmin) per la grandissima disponobilità e cortesia; uno di quei dipendenti che, sono sicuro, fanno la differenza.
Ringrazio tutti per ieri sera... incluso il mitico Agerola... :D:D:D:D:D
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