mercoledì 30 aprile 2008

Si diceva...

A distanza di qualche ora e di qualche ascolto, "Dig, Lazarus, Dig!!!" è, a mio avviso, una piccola svolta dall'ultimo album in studio (The Lyre Of Orpheus - 2004). Quest'ultimo, all'epoca, lo trovai bello, intenso ed impegnativo. Non impegnativo come può esserlo un Miles Davis dei primi anni '70, ma comunque bisognoso di attenzione nell'ascolto. Non per questo, comunque, è musica da lasciare in sottofondo durante le chiacchere d'auto mentre si va al cinema.
Per carità, nemmeno il nuovo album è musica di sottofondo, ma è un'altra *pasta*.

E' quasi commedia.

E' più orecchiabile, ha più tatto (più o meno). Lascia meno il segno, al primo ascolto, rispetto al precedente, però dopo una decina di ascolti complessivi l'effetto è diverso.

I testi... beh... Dio, sesso, post-mortem...
Voglio dire... è sempre Nick Cave.
Però cinquantenne.
Con dei baffi da invidia.

Su una scala decimale, per conto mio, questo è un 8. Bello pieno.

Bella la lead track, che apre il disco (ne potete vedere pure il video al post precedente), superata, a mio avviso, solo da Moonland che, così a caldo, è la più bella del disco.

Night Of The Lotus Eaters è una di quelle tracce che io definisco "underwater": sarà il violino, sarà il tri-giro di basso... da ascoltare rigorosamente al buio, magari stando una spanna sollevati da terra.

Se Albert Goes West fosse un "inkblot", un'immagine da test di Rorschach, io ci vedrei dentro David Bowie. Non chiedetemi il perchè.

We Call Upon The Author To Explain è geniale. Una strofa a *caso*:
Who is this great burdensome slavering dog-thing that mediocres my every thought?
I feel like a vacuum cleaner, a complete sucker, it's fucked up and he is a fucker
But what an enormous and encyclopaedic brain
I call upon the author to explain

GENIALE.

I say prolix! Prolix! Something a pair of scissors can fix

Nota autoreferenziale?

Sopra la media, a seguire, ci sono "Lie Down Here (& be my girl)" che è un'energica ballata alla Cave (molto bella, con un testo che...*) e Midnight Man.

[*inciso: "I'd build a million of you, baby/And every single one of them will be mine"
E detto da lui fa una certa impressione.]

In chiusura c'è "More News From Nowhere": quasi otto minuti, sette strofe sopra le righe. Siamo sui livelli di "We Call Upon The Author To Explain", senza dubbio.

Bello, bello e ancora bello.

Al di là delle mie considerazioni personali, riporto un brandello di strofa da "Jesus Of The Moon":

'Cause people often talk about being scared of change
But for me I'm more afraid of things staying the same
'Cause the game is never won
By standing in any one place
For too long

Sono perfettamente d'accordo (chiunque sia ad averlo asserito per primo).

Nessun commento: