Eccovi una sorta di sgambetto da non provare a casa.
Non era diretto a me, ma ha fatto ruzzolare pure me. E che ruzzolone.
Fortunatamente è stato lieve, almeno stando ai referti.
*
Domenica 16 (la domenica delle palme, come la chiama qualcuno), mi ritrovo (per puro caso) a bere un caffè in tarda mattinata con mia madre. Il tempo non è particolarmente favorevole. A dire il vero fa proprio schifo, vista l'acqua che viene giù.
A parte le sviolinate al Passalacqua si parla del più e del meno.
Il solito scenario di uggiosa-tarda-mattina-domenicale.
Poi verso le 11.10 la discussione si interrompe: mi parla di un dolore all'alto torace (che a dire il vero aveva già da qualche giorno) e di un momento di malessere. Visto il suo sguardo, così stranamente tirato, le dico di sdraiarsi sul divano.
Dopo pochi minuti mi chiede di provarle la pressione: 50 su 35, una settantina le pulsazioni.
La riprovo.
Siamo lì.
La provo con l'attrezzo elettrico.
Siamo sempre lì.
Lei è bianca come un cencio e suda freddo.
La guardo e non mi capacito.
"Se il dolore passa chiama il centodiciotto" dice lei.
Della pressione non le ho detto nulla, lì per lì. Certamente ha capito pure lei che qualcosa non quadrava.
Passano cinque minuti scarsi e riprovo la pressione: 80 su 50 circa, pulsazioni come sopra.
Ma il dolore non passa.
Chiamo il 118 e spiego per filo e per segno com'è la situazione.
Fortuna vuole che l'ambulanza sia in paese e arrivi subito.
Io in jeans e maglietta sotto l'acqua ad aspettarli fuori dal portone accolgo il medico in tuta arancio con quanto successo negli ultimi 15 minuti circa. Lui ovviamente non si sbilancia e aspetta di vederla.
*
La portano al PS di Gavardo dove (o forse già in ambulanza) somministrano trombolitici e nel giro di mezz'ora (dopo immancabili ECG e compagnia) la imbarcano per il Civile di Brescia.
La', alle 15 circa, viene sottoposta ad angioplastica.
*
A distanza di undici giorni mia madre sta bene.
Avendo dovuto smettere di fumare, direi che sta pure meglio di prima.
In questi giorni sta concludendo la riabilitazione, ma lo vedo a chilometri di distanza che freme e non ne può più di stare lontano dalle sue routine.
*
Da undici giorni a questa parte, invece, io sto gestendo mio padre al posto suo.
E meno male che alla vita da single ci ero abituato.
*
Considerazioni personali:
La fluidità con cui è successo tutto ha impedito qualunque tipo di shock da parte mia. Si, ero
ovviamente preoccupato, ma non avrei mai pensato ad un infarto (ed infatti ho iniziato a mangiare la foglia quando ho visto la lapidarietà del medico dell'ambulanza quando ha sentenziato il giro al "PS").
Qualcuno si è congratulato per come ho gestito la cosa.
Io ringrazio solo il non aver esitato a prendere in mano il telefono.
*
In compenso io sto benone. Tanta carne al fuoco come sempre.
Ora vado a stirare.
-___-'
giovedì 27 marzo 2008
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1 commento:
:-)
Lo so, commento stupido, ma non c'è altro da dire.
In bocca al lupo.
Cingh
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