martedì 11 dicembre 2007

"One of these days..."

Un ronzio sommesso rompe il silenzio, unico sovrano del tuo bilocale. Dopo pochi istanti il ronzio si trasforma in musica, distogliendo la tua attenzione dagli studi anatomici. Mossa dalla curiosità, percebibile solo dai tuoi movimenti e dai tuoi occhi, ora fiocamente illuminati, raggiungi rapidamente il tuo Nokia. Il display non disseta la tua curiosità, recitando nient'altro che un "Privato". Titubante, pensi ciclicamente per alcuni secondi chi possa essere; poi di scatto accetti la chiamata e porti il telefono all'orecchio, scostando i capelli con un cenno della testa:
-"Pronto?!"
-"Buongiorno... Come stai Vale?"
Gli occhi ora sono sbarrati. Non sentivi quella voce da mesi.
Per alcune frazioni di secondo è come se ti avessero fatto bere assenzio puro al posto dell'acqua.
"-Fammi sapere quando ti riprendi..."
"-Bastardo!" cercando di soffocare l'emozione che t'aveva già fatta arrubizzare in volto
"-Dove sei?"
"-A casa sui libri... tu?"
"-Bella domanda."
Questa volta il terzo scossone alla tua routine lo dà il campanello, degno di una caserma dei vigili del fuoco, con un assolo che soffia via ciò che resta del tuo autocontrollo.
Il telefono è ancora al tuo orecchio, ma dall'altra parte regna il silenzio. Resti ferma in mezzo al corridoio, fissando la parete imbiancata con tua sorella pochi giorni fa, cercando di abbracciare con la mente tutto lo scenario che è esploso nel giro di un minuto.
"-Apri o mi cali le trecce dalla finestra?" con la solita vena di sarcasmo
"-Un attimo!" tagliando l'inevitabile risata, più per l'imbarazzo che per altro
Rapidamente i passi raggiungono la porta; quattro rampe di scale divorate in una manciata di secondi. Un vortice di pensieri sul come, sul quando e sul COSA dire ti attraversa la mente, mentre ti guardi nel riflesso della porta a vetri dell'ingresso. Ma il tempo è già scaduto:
-"Permesso..." anticipato da due colpi di nocche sulla porta
-"Ciao!! Entra entra" mentre aspetti di richiudere la porta a chiave
Resti stupita dal suo modo di camminare e di guardarsi intorno. Non ti ha degnata di uno sguardo, mentre tu eri troppo presa a fissare il pavimento per guardarlo negli occhi, limitandoti a cercare il suo profumo. Arrivato in soggiorno si ferma e si volta verso di te: gli occhiali da sole tra indice e pollice della mano destra, i guanti, neri, nell'altra mano. Alzi gli occhi lentamente; sei a pochi passi da lui.
-"Abbracciami, stupida" dice, sorridendo in strano modo e lasciando cadere gli accessori sul divano.
Da te solo una sommessa risata, seguita da un balzo in avanti e dal movimento delle braccia, rapide, a stringersi intorno al collo come catene. Il suo cappotto, gelato, non fa altro che aumentare il contrasto di questa sorpresa rispetto a tutto ciò che ti circonda. Le sue mani invece, caldissime, ancora una volta non ti lasciano scampo: una, orizzontale, tra i fianchi e l'altra, verticale, tra le scapole, ad avvolgerti come edera.

"...I'll make this dream come true."

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ottimo colore... Quasi quasi lo uso per tinteggiare il bagno