mercoledì 10 ottobre 2007

Il consueto parto serale

Quando ho un momento scuoto la mia cartella dei blog preferiti e li faccio passare... anche stasera qualche commento l'ho lasciato, qua e là. Poi ho riletto alcuni miei *vecchi* post e gli annessi commenti, ascoltando musica tranquilla, ridacchiando ogni tanto.
Non so come mai, ma mentre leggevo qua e là parole delle più svariate persone, ho rivangato una discussione ricorrente sull'annoso e trito tema uomo-donna.
Pensavo, leggendo superficiali righe di superficiali ragazze (o dovrei dire donne?) che per certi versi siamo uguali.

Mi spiego.

Ho sentito dire centinaia di volte "all'inizio non mi piaceva... poi, era simpatico... e alla fine ero presa" o frasi dal medesimo senso. Dalla parte di qua della barricata è generalmente più raro (d'altra parte difficilmente un uomo ammetterà con suoi *colleghi* di stare con una donna PIU' per motivi caratteriali e psicologici che per motivi meramente fisici), ma vi garantisco che succede assai spesso.
Mi sono tornate in mente le parole di uno dei miei *mentori* (se così lo si può definire): "non importa se sei alto, basso, calvo, villoso come un cinghiale o hai un solo occhio... è tutta questione di come la fai sentire". Il discorso vale nello stesso modo anche per voi altre, là fuori.
Prendiamo me ad esempio... me ne frego della cellulite, me ne frego della statura, me ne frego della taglia di reggiseno. Chiaramente anche l'occhio vuole la sua parte, ma siamo tutti d'accordo che in determinati contesti si passa sopra anche alle montagne.

Non mi sono mai sentito esplodere il cuore alla vista di un Signor Sedere o di un décolleté di quelli giusssti (cit).

Mi sono sentito morire e risorgere nell'incrociare occhi, allo stringere di un abbraccio, nel leggere le emozioni nel viso di chi mi sta davanti.

Leggendo in giro e discutendone anche ho sempre più spesso questa conferma e ancora una volta non posso che affermare che siamo ostaggi della chimica del nostro cervello... e non poteva capitarci aguzzino più adorabilmente bastardo.

Suggello stavolta su ispirazione del glorioso Muddy:
I Love the Life I Live, I Live the Life I Love

1 commento:

Anonimo ha detto...

concordo..
anche se non tutti la pensano come te..
non so se dipende dal grado di sviluppo del cervello..

io me lo dico sempre..
un uomo che mi fa ridere o che mi fa stare semplicemente bene e mi permette di essere me stessa... è gia a metà dell'opera.. i figaccioni li cedo volentieri.
^_^

martjna