Siedo in cima ad una scarpata coperta di morbida erba. Alle mie spalle la ferrovia, davanti a me solo campi coltivati. Il sole ancora non si vede, anche se il cielo mostra un gradiente di colore che lascia poche interpretazioni.
Tra le dita una sigaretta, nelle orecchie il suo lieve crepitio e lo scorrere lento dell'acqua nel canale che mi separa dalle zolle. Enormi rettangoli color torba, incorniciati in ordinati tratti di erba, a tracciare il territorio.
Da dove sono si vede svettare solo qualche albero spoglio, ora composto di soli rami puntati verso le stelle.
Mi godo l'alba, dal mio posto in prima fila. La schiena curva, le braccia a chiudere le ginocchia, cercando di lenire il freddo affilato di una giornata che mi sembra degna di un magnifico gennaio.
Inghiottito dall'immobilità dell'arredo naturale che mi circonda, resto sorpreso da un treno, muto alle mie orecchie ma sensibile dai miei occhi. Sfila veloce alle mie spalle, articolato in poche carrozze. Non riesce ad alterare l'equilibrio perfetto in cui sono con me e con ciò che mi circonda. Mi giro a guardarlo, mentre si allontana alla mia destra, quando nell'aria che ha spinto con violenza verso di me sento quel profumo.
Ed è come un lampo nel buio.
I miei occhi sbarrati, mentre il respiro diventa lento e interminabile. Resto così, incapace di fare alcunchè.
Un terremoto senza precedenti ha violato l'armonia.
Giro lentamente la testa, verso sinistra, mentre quel profumo continua a seminare scompiglio nel mio cuore. A pochi passi da me, tu, presa a guardare l'orizzonte come me poco prima. Ora i tuoi capelli, lunghi, scuri come fili di seta si muovono appena, agitati da un vento che però non mi sfiora. A me arriva ancora quel profumo, mentre la visione si fa più netta. Ora sono le tue guance, colorate di un tenue corallo dall'aria fredda, a dirmi che non sei un'allucinazione. Anche le palpebre, strette a chiudere iridi color cacao, mi dicono che sei vera tanto quanto me.
Senza che io mi accorga, il tuo profumo, da foriero di sgomento è diventato ambrosia per il mio spirito, e sul mio viso ora capeggia un sorriso che non sentivo di fare da tempo immemore.
lunedì 10 settembre 2007
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1 commento:
Complimenti.
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