lunedì 2 luglio 2007

Sign of the time


Mentre ascoltavo Mario Biondi (kudos!), in questo inizio di pomeriggio, mi sono imbattuto nella pagina di wiki dedicata a Henry Mancini (kudos!!!)... poi chissà come e come mai leggo un nome: Davey Ray Moor. Alla maggior parte di voi caproni presi a brucare solo musica commerciale e cagate simili (:PPP) non dirà niente, sono convinto... ma per me resta segno di una tappa fondamentale della mia vita recente.
Davey Ray Moor è il fondatore dei Cousteau.
Embè, direte voi? Chi sono questi?
Pubblicarono due album con questo nome, poi Davey se ne andò e "Nova Scotia" uscì sotto l'egida dei "Moreau", gruppo frutto delle ceneri dei Cousteau. Nel frattempo Davey ha realizzato, con altri artisti, il suo primo album solista, "Telepathy" pubblicato (afaik) solo in Italia sotto il nome "Stellar Ray".

Cousteau, album omonimo,è del 1999, Sirena è del 2002 e Nova Scotia è del 2005. Telepathy è del 2004.

Dopo il doveroso cappello (molto sintetico per altro), torno a bomba... in molti si ricorderanno di "The Last Good Day Of The Year"*, canzone che ha accompagnato diversi spot... bene, quella era solo la punta dell'iceberg. Il genere è una sorta di lounge-pop, come qualcuno lo definì. Almeno per i primi due album, ascoltando i brani più orecchiabili, posso concordare. Menzione a parte va invece fatta per i pezzi più intensi, come "Your Day Will Come", "Jump In The River", "Of This Goodbye", dal primo Cousteau; "No Medication", "Last Secret Of The Sea", dal secondo Sirena; "A World Away" (e quelle volte in cui l'ho pure cantata) dall'ultimo Nova Scotia; "A Sigh On The Breeze" dal lavoro "solista" di Davey. L'elenco è lungo, ma è il minimo, vista la qualità e l'indubbia passionalità di questi brani.

Il titolo recita "Sign of the time" per un motivo ben preciso...
Questi quattro dischi (a mio avviso splendidi), sono stati cornice e spesso co-protagonisti di svariati anni della mia vita (dal '99, anno del lancio del primo, in poi) che, come un pò per tutti, sono gli anni più complicati (non chiedetemi quanti anni ho, non ve lo dirò... vi basti questo come indizio). Le mie vicissitudini passate, più o meno lievi, mi hanno condizionato molto... sono stato scuro e pessimista per svariati anni, fino alla fine del 2003 sicuramente. Ero profondamente malinconico, seppur socievole. Mi distinguevo dagli altri per mia precisa volontà (va però detto che ancor'oggi detesto il parco buoi), pure a costo di sembrare isolazionista.
Alla fine del 2003, per merito di un doppio tiro basso, succede il finimondo... Non fornisco dettagli ma la miccia fu accesa proprio nel giorno dei morti di quattro anni fa.
I Cousteau continuano a farmi compagnia anche in quel periodo, seguendo sempre la parte più scura del mio spirito... alla fine la valenza che davo alla loro musica, la mia interpretazione, era sempre a senso unico: sofferente malinconia. Uscire dal baratro non è stato facilissimo e ammetto che senza alcune persone non ce l'avrei mai fatta.
Infatti, passano due anni e mezzo e incontro (nel giro di poche settimane) tre persone che, a distanza di tempo, posso dire senza dubbio sono state fondamentali per me**. Mentre lavoro sodo a recuperare una condizione che non era delle più brillanti, abbandono i Cousteau (e tutti i derivati)... li trovo troppo negativi e troppo legati ad un periodo che voglio lasciarmi alle spalle il più rapidamente possibile.
Passano altri due anni e arriviamo ad oggi. Ho eliminato alcuni dischi (gli Starsailor sono stati quelli che hanno pagato di più, in questo senso) che non riuscivo più ad ascoltare... ma loro no. Ogni volta che mi sono capitati in mano i loro jewel box, mi sono sempre limitato a riporli.
Oggi, finalmente, ho riconvertito tutti i loro cd, rimuovendoli dall'oblio che li aveva ricoperti di polvere.
Sono davvero contento di rendermi conto che insieme a me è cambiata anche la chiave che usavo per interpretare la loro musica, e sono molto contento di non aver venduto nemmeno uno dei loro dischi.

...
Ora infatti la mia mente è sgombra. Il mio cuore arde come non mai.
Nella mia lucida tranquillità non posso fare altro che apprezzare senza interruzione le loro note e la magnifica voce di Liam.
Nessuno mi ha mai emozionato nel modo in cui sono riusciti loro.
...

"...Suave, classy and deliciously melancholic..." disse qualcuno di Sirena.
Io trovo che sia un ottima definizione che, allargata, vale per tutta la loro musica, compresa quella di Davey in Telepathy.

Se volete comprendermi meglio (o se solo volete *sentire* qualcosa di veramente speciale), sapete cosa ascoltare.



*
Amaro Borsci, in primis, poi qualche altro spot
**
D., E., P..

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