I panozzi trucidi dei maghi, la birra (meglio se Guinness), Angus e il suo vibrato in Squealer, Marathon e le extrasistole che procura, SRV (miss you!), Bonnie (miss you!), andare in moto e sentirmi uno con lei, le pupille dilatate del mio leoncino quando si fa scuro, l'ingegno umano al servizio della vita, la perfezione della natura, un sorriso inaspettato e sincero.
...vale la pena vivere. Si ma come?
Cappello:
Siamo tutti un pò empiristi. Tutti sappiamo che se siamo stati scottati una volta da una fiamma, anche la seconda volta resteremo scottati. Grosso modo è un postulato, che accetta comunque lievi distorsioni.
Fine cappello.
Non ho sicuramente migliaia di casi, non ho una casistica veramente degna, ma voglio comunque sperticarmi.
Ho visto decine di persone piangersi addosso. Ho visto decine di persone che a volte ho definito (tra me e me) con le due H. Hopeless&Helpless. Ho gettato al vento il mio tempo (e all'epoca ero meno smaliziato di quanto non lo sia ora), restandoci anche male in alcuni casi, nel cercare di tirarle fuori dalla buca in cui si nascondevano. L'errore più grosso che commettevo era l'interpretare male la loro vacillante volontà. Mai nessuno che sta male ammetterà di non volerne uscire, eppure ci sono un sacco di persone che (patologicamente) ci sguazzano. E non dico che non lo ammettano per palese malafede, per carità. Non lo ammettono e basta.
Bene, di casi così ne ho visti a pacchi. Il problema è che persone così, che magari non stanno veramente male, ma che ne sono solamente convinte, sono delle mignatte dell' autostima. E giuro, mi urtano. Anche se ora le allontano appena riesco a pesarle per quello che sono
Ho conosciuto persone con veri problemi, di cui difficilmente parlavano, a cui molto difficilmente facevano riferimento.
L'unico segno che di loro mi ricordo erano gli occhi. Gli occhi hanno mai mentito a nessuno.
Credo che vedere persone così uscire dal loro bozzolo e riuscire a volare via sulle loro ali colorate sia la cosa più bella, forse più dell'innamorarsi.
Guadagnarsi anche un briciolo della stima di persone così è un vero onore.
La loro gratitudine è una pepita d'oro, tra le taglienti pietruzze dei millantatori.
giovedì 14 giugno 2007
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4 commenti:
Ho riletto il post almeno una quindicina di volte e ogni volta i miei occhi si fermavano, impietriti, su questa frase "...vale la pena vivere. Si ma come?"
Non mi interessa risponderti, anche perchè, probabilmente, ti sarai già risposto da solo più e più volte; affermi che vale la pena vivere, ma ora io ti chiedo se talvolta morire non sia come vivere.
Ci sono dolori troppo grandi, lutti che ti stravolgono interiormente, anche se all'apparenza sembri il classico personagio di "tutto va bene".
Quando sei solo ed intorno a te c'è solo silenzio (enjoiy the silence, no?) affiorano ricordi, pensieri, rimorsi e desideri che la routine (eh, sempre lei) opprime in un angolo buio della mente.
Ed è in quell'istante che mi chiedo se morire non sia come vivere.
Non ho bisogno del silenzio perchè la marea del passato torni a salire. In questo senso sono un *grande amico* del mio passato, per quanto questo non sia stato tutto una festa.
E no. Morire non è mai come vivere. Morire è la fine di questo capitolo, che è troppo bello per essere chiuso troppo presto.
Oggi, sfidando ogni logica del buonsenso, sono uscita. Mi sono trovata davanti ad un muro "Vivi come puoi perchè non puoi vivere come vuoi"... Mi è venuto in mente il tuo post.
Nessun commento, solo un segno del mio passaggio...
Si beh... un pò categorico chi ha scritto quella frase. Diciamo che non sono lassista nei confronti della vita. Finchè posso agire per le cose che mi riguardano, lo faccio.
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